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Ticino
Quando il radar fa cilecca
Quando il radar fa cilecca
Quando il radar fa cilecca
Redazione
10 anni fa
Scagionato un automobilista ticinese dall'accusa di grave infrazione. Errate le misurazioni dell'autocivetta

Un conducente ticinese è stato scagionato dall'accusa di grave infrazione alla legge sulla circolazione stradale. In appello sono risultate determinanti le misurazioni errate del radar posto nel veicolo della polizia.

L'imputato era stato fermato nel marzo del 2015 sull'A2, nel Mendrisiotto, per non aver mantenuto la necessaria distanza di sicurezza da un veicolo che lo precedeva. La Pretura penale di Bellinzona, come riporta il Corriere del Ticino, aveva condannato l'imputato alla pena pecuniaria di 20 aliquote giornaliere di 140 franchi (2.800 franchi totali) sospesa condizionalmente per 2 anni, alla multa aggiuntiva di 600 franchi e al pagamento delle tasse e delle spese giudiziarie per 950 franchi. 

Alla Corte di appello sono risultate determinanti le principali motivazioni dell'avvocato difensore Rossano Guggiari: le misurazioni del radar posto sul veicolo della polizia erano errate. Per dimostrare la distanza tra i due veicoli gli agenti avevano fatto valere quale prova quattro fotogrammi ricavati dal video dell'autocivetta. I giudici hanno però valutato che l'"effetto teleobiettivo genera uno schiacciamento dei piani", comprimendo la prospettiva e compromettendo dunque l'affidabilità delle misurazioni.

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