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Ticino
Quando il gioco d'azzardo non è più un gioco
Redazione
13 anni fa
Sono 2800 le persone che in Ticino soffrono da dipendenza dal gioco d'azzardo, una realtà che preoccupa il Cantone

“21 vittoria grande baldoria”. O forse no. Perché quando il gioco d’azzardo supera la soglia del semplice svago, lo stato d’animo del giocatore e di chi gli sta attorno è tutt’altro che sereno. E in Ticino sono circa 2800 le persone che soffrono di questa patologia. Una cifra importante che ha spinto il Cantone a commissionare alla SUPSI un’indagine per delineare l’identikit del giocatore problematico e i cui risultati sono stati presentati oggi a Bellinzona. Lo studio mirava soprattutto a capire chi è il giocatore patologico e quali motivi lo spingono a giocare, per orientare nella giusta direzione future campagne di sensibilizzazione finanziate dal Fondo patologico ticinese amministrato da Giorgio Stanga, il cui scopo è proprio quello di sostenere la prevenzione e la lotta contro la dipendenza da gioco.Ma chi è il giocatore patologico o potenzialmente problematico? Secondo lo studio della SUPSI condotto dai ricercatori Emiliano Soldini e Angela Lisi, il rischio di diventare dipendenti da gioco aumenta negli uomini single di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Inoltre, il profilo delineato dall'indagine correla la dipendenza da gioco ad altre dipendenze quali il fumo e il consumo regolare d'alcol.

L'indagine attuale è stata poi confrontata con un'inchiesta analoga svolta nel 1998. Il numero di giocatori problematici è rimasto pressoché stabile, il che è certo positivo considerata la maggior presenza di internet. Ma l'obiettivo del Cantone e del Fondo patologico ticinese resta comunque quello di diminuire il fenomeno per quanto sia possibile.

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