
Si è aperto stamattina alle 9.30 alle Assise criminali di Lugano il processo nei confronti del 35enne del Bellinzonese accusato di oltre 70 violenze carnali e oltre 200 abusi di varia natura, quattro dei quali commessi con la complicità di una prostituta colombiana, anch'ella da oggi alla sbarra.
In apertura di processo la giudice Rosa Item ha raccomandato alla stampa di non riportare i dettagli della vicenda, al fine di non rendere riconoscibili le vittime dell'uomo.
Poi, dopo la lettura delle 18 terribili pagine dell'atto d'accusa stilato dalla procuratrice Chiara Borelli, in aula è stata ripercorsa la vita del 35enne.
Nato e cresciuto nei Grigioni, era già stato condannato nel 2003 a due mesi di detenzione per ripetuti atti sessuali con fanciulli. Oltre che, in altre occasioni, per tentata truffa e sviamento della giustizia.
A colpire è stato però soprattutto il racconto dell'uomo, che ha parlato degli abusi sessuali subiti in gioventù, in tre occasioni. All'età di 14 anni fu costretto ad un rapporto orale ed alla sodomizzazione da parte di un uomo del suo paese.
Il 35enne, interpellato dalla giudice, ha detto di non aver mai voluto denunciare coloro che abusarono di lui, affinché in paese non si sapesse chi fossero. E non intende fare i nomi neanche ora.
Anche la prostituta colombiana, dal canto suo, ha affermato di aver subito abusi nel suo Paese in gioventù.
Poi la giudice e il 35enne hanno iniziato a ripercorrere l'atto d'accusa, punto per punto.
L'uomo, che è patrocinato dall'avvocato Felice Dafond, ha riconosciuto tutte le proprie responsabilità. Ma alla domanda "perché l'ha fatto?" ha risposto con un laconico: "Non so."
La prima vittima del 35enne è stata la figlia della sua compagna. "Quando avevo voglia abusavo di lei" ha dichiarato l'uomo.
Poi il 35enne ha adescato altre quattro ragazzine, sempre con la medesima strategia: prima una fase di adescamento, durante la quale conquistava la fiducia delle piccole, poi mostrava loro dei video e infine passava agli atti veri e propri. Atti indicibili che hanno fatto rabbrividire l'aula.
Dopo la pausa sul mezzogiorno, il processo è ripreso nel pomeriggio con i casi di correità con la prostituta. "Ho fatto una cosa orribile, ne sono consapevole" ha dichiarato in aula la donna. "Mi pento amaramente di quello che è successo, non capivo la gravità delle cose".
Tutti i dettagli questa sera alle 18.45 nel TG di TeleTicino.
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