
Il gruppo socialista in Gran Consiglio ha presentato un’interrogazione che chiede al Governo di rispondere alle esigenze poste dallo sviluppo della medicina di famiglia e di prossimità, "necessaria anche in Ticino per garantire delle cure di base alla popolazione".
La medicina di famiglia, secondo i deputati socialisti Gina La Mantia (prima firmataria), Ivo Durisch, Carlo Lepori, Henrik Bang, Milena Garobbio, Gianrico Corti, Pelin Kandemir Bordoli, Daniela Pugno Ghirlanda, è un elemento fondamentale della sanità e per la salute della popolazione e contribuisce a limitarne i costi: "Il ruolo della medicina di famiglia assume inoltre un ruolo sempre più importante, proporzionale all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della speranza di vita."
Il 18 maggio 2014, il popolo svizzero ha ribadito come questo settore della medicina sia fondamentale per la popolazione votando “Sì alla medicina di famiglia”, un articolo costituzionale che lo rinforza. Questa necessità, secondo gli interroganti, è stata confermata anche con le recenti votazioni riguardo alla pianificazione ospedaliera, con il popolo che ha bocciato col 54,6% dei voti la modifica della LEOC e il risultato registrato dall’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali”, che nelle Tre Valli ha ottenuto la maggioranza dei voti.
"La tabella della Fondazione per la promozione della formazione in Medicina di Famiglia - chiosano i deputati - mostra purtroppo che il Ticino, in questo ambito, risulta essere il fanalino di coda." Oltre a delle spiegazioni riguardo alla situazione attuale in questo ambito, l’interrogazione chiede quindi al Consiglio di Stato di spiegare come intenda migliorare la situazione e quali misure concrete intenda adottare.
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