
“Giovani rifugiati ...quale meta?” è il titolo di un'interrogazione parlamentare inoltrata ieri al Consiglio di Stato dai deputati Sara Beretta Piccoli (PPD), Tamara Merlo (Verdi), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Fabio Schnellmann (PLR), Raoul Ghisletta (PS) e Germano Mattei (Montagna Viva).
"Negli ultimi tempi l’acutizzarsi dell’immigrazione, a seguito dei conflitti mondiali, ha creato situazioni molto particolari" scrivono i sei granconsiglieri nel loro atto parlamentare. "Di questa odissea fanno parte purtroppo anche i bambini (o ragazzi) arrivati nel nostro paese. Recentemente era apparso il caso di “Elyas”, ragazzo eritreo, arrivato in Svizzera senza genitori.Se per un adulto la ricerca d’integrazione è un processo lento e difficoltoso, per i fanciulli soli, questo processo può risultare anche più difficile."
Dopo la premessa, Beretta Piccoli e cofirmatari pongono quattro domande al Consiglio di Stato: "Quanti e quali casi di ragazzi/bambini orfani-rifugiati si sono verificati in Ticino, a seguito del grave esodo di migranti attuale? Quale l’iter seguito? Quale la procedura di ripartizione nei centri Cantonali? Esiste in Ticino una struttura per minori non assoggettati ad una domanda d’asilo in Svizzera? In assenza di documenti ufficiali, sulla base di un foglio di stato civile, risulta essere un minorenne, che tipo di identificazione viene fatta per accertarsi se sia minorenne o meno? Quale il costo di procedura?"
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