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Ticino
"Qualcuno ha voluto abusare della sua bontà"
Redazione
13 anni fa
Grande partecipazione, e commozione, alle esequie del consigliere di Stato Michele Barra, mentre tutta la popolazione ticinese si è fermata per un minuto

Oggi è il giorno delle esequie del consigliere di Stato Michele Barra, deceduto domenica all'età di 60 anni. Un giorno di lutto cantonale. Da lunedì a oggi sono state migliaia le persone che si sono recate a Casa Serodine per dare un ultimo saluto a Michele Barra. Un'ulteriore dimostrazione di quanto fosse amato quell'imprenditore dal volto umano, prestato alla politica forse troppo tardi.

Anche oggi grande folla ad Ascona, già dalle prime ore della giornata, per assistere alla funzione religiosa, officiata da don Samuele Tamagni, come auspicato dallo stesso Barra, suo grande amico, che aveva espressamente chiesto al parroco di essere "breve". Presente il Consiglio di Stato in corpore, così come praticamente tutti i gran consiglieri.

Don Tamagni, nella sua omelia, ha pienamente rispettato la volontà del consigliere di Stato. "Vegliate, perché non sapete in quale giorno il vostro giorno verrà" ha detto. "Ma l'attesa non deve essere vissuta in modo inattivo, attendendo con paura e ansia questo momento: deve essere un continuo vigilare."

"Michele era alla ricerca del volto di Dio" ha aggiunto. "Quando il tempo glielo permetteva, gli piaceva stare seduto al bar a vedere la gente che passava. Michele amava girare il mondo e vedere i volti delle persone, i loro occhi. Era affascinato dalle loro culture, in particolare da quelle orientali. Caro Michele, ci siamo presi il tempo per scoprire che in ogni volto che incontriamo si rispetta l'immenso."

L'ingresso nella chiesa di Santa Maria della Misericordia è stato consentito a partire dalle 14.30, con precedenza a familiari, collaboratori, amici e autorità invitate. La funzione religiosa è iniziata alle 15, momento per il quale il Consiglio di Stato ha invitato la popolazione a osservare un minuto di raccoglimento in memoria del ministro scomparso.

Data la grande affluenza sono stati allestiti degli schermi per il pubblico, nel chiostro e nell'aula magna del Collegio Papio.

Dopo la cerimonia religiosa, breve ma intensa, sono giunti gli interventi del sindaco di Ascona, Luca Pissoglio, del presidente del Gran Consiglio Alessandro Del Bufalo, del presidente del Governo Paolo Beltraminelli, e del consigliere di Stato Norman Gobbi, a nome della Lega dei Ticinesi. Presente in rappresentanza della Confederazione la cancelliera Corina Casanova.

"Siamo qui riuniti per accompagnare un grande asconese e un grande amico alla sua ultima dimora" ha detto il sindaco di Ascona Luca Pissoglio, che dopo aver ripercorso la vita, familiare e politica, di Michele Barra, gli ha dedicato un commosso pensiero sul suo ruolo attivo nella società e la sua immensa umanità. "Era un uomo generoso, semplice, vicino alla gente, aperto, trasparente e soprattutto coerente con quello che diceva. Michele, mi hai insegnato a non fare il talebano, ma a essere pragmatico. E seppur con posizione spesso contrapposte, siamo diventati grandi amici. Non dimenticherò mai quell'abbraccio che mi hai regalato in Gran Consiglio in occasione del tuo insediamento in Consiglio di Stato."

"Anche se un crudele destino si è accanito su di lui poco dopo l’assunzione della carica, Michele ha tenuto duro, lottando fino all’ultimo, e lavorando instancabilmente nonostante gli enormi sforzi fisici che ciò ha comportato per lui" ha affermato un commosso Alessandro Del Bufalo. "Sforzi dovuti all’ineluttabile e rapido decorso della malattia. Sforzi di cui pochi sapevano. Ma è stato giusto così: il pudore e la discrezione facevano parte del suo modo di essere. Solo negli ultimissimi giorni del suo calvario, quando ha dovuto constatare che, purtroppo, le condizioni di salute non gli permettevano più di far fronte agli impegni assunti, è venuto allo scoperto, rassegnandosi a chiedere umilmente un congedo; congedo che, a posteriori, suona come un timido addio…"

"Quando la vita di un uomo si spegne, rimane quello che ha seminato" ha affermato Paolo Beltraminelli. "Michele Barra ci ha lasciato la sua umanità, la sua generosità, la sua bontà. In questi mesi di lavoro, Michele, ci hai insegnato che cos'è la passione. Un sentimento che dona energia. La passione per la politica, la famiglia, i viaggi, gli animali, lo sport... In questi mesi ho imparato a conoscere la tua spinta trainante. Allergico al politichese, hai affrontato i problemi di petto. Durante le riunioni parlavi poco, ma quando lo facevi era perché avevi maturato una profonda conoscenza del problema. Hai saputo interpretare e valorizzare le esigenze e le capacità dei funzionari che ti circondavano. Il tuo modo di fare politica ha conquistato la simpatia della popolazione. Il Ticino ti ricorderà per la tua lealtà e per il tuo coraggio."

"Abbiamo sentito diversi aspetti di Michele, quello asconese, quello vissuto dal Parlamento, quello vissuto dai colleghi di Governo" ha detto Norman Gobbi. "Il suo spirito imprenditoriale l'ha contraddistinto nel suo modo di porsi verso gli altri, in modo schietto e diretto. Ma soprattutto rivolto alle soluzioni. Pronto ad assumersi le sue responsabilità, nel bene e nel male. Pronto a combattere in ciò che riteneva giusto. E il suo spirito di uomo d'azione lo portava a privilegiare i fatti alle parole."

"Abbiamo conosciuto un uomo buono e sensibile, vicino alla natura, agli animali, alla cultura e all'arte" ha aggiunto Gobbi, in preda alla commozione. "Qualcuno ha voluto abusare della sua bontà, tradendo i valori in cui lui credeva. Queste persone non meritano il nostro rispetto."

"Con Michele ho vissuto in particolar modo la campagna del 2011 per il Consiglio di Stato. Poi il destino ci ha voluti insieme in questa ultima fase. Ma in tutta questa esperienza politica Michele è rimasto il Michele. Ha fatto politica in modo serio, senza però prendersi troppo sul serio, proprio perché voleva rimanere semplice. È stato un uomo capace. Alcuni erano perplessi o dubbiosi sulle sue capacità quando si disse pronto ad accedere al Consiglio di Stato. Ma Michele ha dimostrato che questi dubbi erano infondati. Lo ha dimostrato anche con la sua vicinanza alla gente. Michele ha voluto essere tra la gente, ascoltare la gente, anche quando ormai la malattia lo stava erodendo. È rimasto sempre con noi fino alla fine."

"Michele, hai affrontato il tuo ultimo viaggio con grande nobiltà di spirito. Un viaggio che, ahinoi, è diventato sempre più difficile. Un grande della boxe, Mohammad Ali, ha detto: dentro un ring non è grave cadere, l'importante è non rimanere a terra. E tu ci hai dato la forza di continuare a credere in quello in cui ha sempre creduto. Ciao, Michele."

I funerali pubblici si sono conclusi verso le 16.30, dopodiché il feretro è stato accompagnato al crematorio dai familiari.

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