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Ticino
Qualcuno ha cambiato idea?
Redazione
11 anni fa
Permessi: oggi tutti sostengono Gobbi. Ma in maggio Cassis, Merlini e Carobbio...

Tutti e dieci i parlamentari ticinesi a Berna, interpellati dalla Neue Luzerner Zeitung, hanno dichiarato all'unanimità di essere a favore delle nuove misure sui permessi B e G decise dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

Ma ancora solo tre mesi fa, il 5 maggio 2015, i deputati ticinesi non erano stati affatto unanimi.

Quel giorno si tenne in Consiglio nazionale la votazione su una mozione di Lorenzo Quadri, che chiedeva al Consiglio federale di attivarsi affinché le informazioni sui precedenti penali dei cittadini UE che intendono trasferirsi in Svizzera possano tornare ad essere chieste sistematicamente, d'ufficio, senza bisogno di fornire alcuna particolare motivazione.

Una proposta, quella di Quadri, molto simile a quella messa in atto da Gobbi.

Ebbene, quel giorno solo cinque parlamentari ticinesi su otto votarono a favore dalla mozione, che fu poi bocciata a maggioranza dal Parlamento (61 sì, 124 no, 3 astenuti).

Si tratta di Lorenzo Quadri, Roberta Pantani, Pierre Rusconi, Fabio Regazzi e Marco Romano.

I due liberali radicali, Ignazio Cassis e Giovanni Merlini, si erano astenuti, mentre la socialista Marina Carobbio aveva votato contro la mozione.

Perché oggi la richiesta del casellario giudiziale è invece accettata da tutti? "Si tratta di due misure diverse" spiega il consigliere nazionale Giovanni Merlini, da noi contattato. "La mozione di Lorenzo Quadri andava più in là, nel senso che comportava una modifica degli accordi con l'Unione europea. La misura introdotta da Gobbi è invece di carattere provvisorio ed è prevista dall'accordo di libera circolazione quando si rende necessaria per motivi di sicurezza pubblica."

Merlini ricorda che contro la misura non vi è stato finora alcun ricorso e precisa che chiedere il casellario giudiziale non significa rifiutare il permesso. "Anche se dovessero emergere reati minori, ciò non vuole ancora dire che il permesso non possa comunque essere rilasciato" dichiara il consigliere nazionale, ribandendo infine la posizione unanime della deputazione ticinese: "Noi riteniamo che questa misura sia compatibile con gli accordi bilaterali e che vada appoggiata."

AS

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