
Dall'Italia "dopo fasi alterne, è venuto ultimamente qualche segnale incoraggiante ma il momento cruciale sarà quando cominceremo a negoziare attorno a un tavolo strutturato. E non siamo ancora a questo punto". L'ambasciatore di Svizzera in Italia, Bernardino Regazzoni, mette il dito nella piaga aperta dei rapporti tra Roma e Berna in materia di cooperazione fiscale e sottolinea la disponibilità della Confederazione a un accordo che salvi la tradizionale "confidenzialità in materia bancaria ma in un regime di chiarezza".A margine di un briefing sulle prossime elezioni federali del 23 ottobre, l'ambasciatore ha dato voce allo scontento diffuso nel Paese per il fatto che la Svizzera continua di fatto ad essere sulla lista nera dell'Italia dei 'paradisi fiscali', ma ha valutato come "costruttivo" l'incontro a Washington nel corso dell'assemblea annuale del Fmi, una settimana fa, tra il ministro italiano dell'economia Giulio Tremonti e il collega Eveline Widmer-Schlumpf.Anche dal parlamento italiano sono giunti "segnali inequivocabili sull'opportunità di sedersi a un tavolo e di risolvere questa questione" ha spiegato Regazzoni, ricordando che l'Italia è il secondo partner della Svizzera a livello mondiale e che alla Penisola si propongono non solo gli standard Ocse, ma un "modello nuovo" basato sulla "normalizzazione del passato" e su un "imposta liberatoria" per il futuro.ATS
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