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Ticino
Qualche screzio tra molinari e polizia
Redazione
5 anni fa
Gli autogestiti, che manifestano in Piazza del Governo a Bellinzona da oggi pomeriggio, hanno rivolto diversi cori in direzione di un deputato della Lega. La polizia è giunta sul posto ma la situazione sembra essersi pacificata

(Aggiornamento 20:30) Questo pomeriggio, attorno alle 17:30, una cinquantina di persone si sono presentate in Piazza del Governo a Bellinzona per rispondere all’appello degli autogestiti a manifestare durante la seduta del Gran Consiglio, davanti al palazzo dove siedono “alcuni dei responsabili dello sgombero e della demolizione del Csoa il Molino”. Nel corso della serata, stando a quanto riportato dalla Rsi, i manifestanti hanno presidiato le uscite del Palazzo delle Orsoline obbligando la polizia a scortare fuori i deputati dopo la sessione in Gran Consiglio sotto una pioggia di fischi. In seguito, stando a nostre informazioni, gli autogestiti hanno continuato a fare rumori e cantare cori contro le autorità, per poi rivolgerli con un deputato della Lega, apparentemente Andrea Censi, “rifugiatosi” in un bar delle vicinanze. A quel punto è sopraggiunta sul posto una camionetta della polizia, ma la situazione sembra ora essersi pacificata.

Accuse a Gobbi e alla polizia
Le accuse al Governo cantonale sono state ribadite anche nei discorsi di oggi: in particolare è stato preso di mira il direttore del dipartimento delle Istituzioni Norman Gobbi, ritenuto l’eminenza grigia dell’intervento di demolizione al Macello: “Gobbi non si assume la responsabilità ma ha pensato di delegare tutto ai vice della polizia. Noi pensiamo che Gobbi con il suo silenzio è colpevole dello sgombero del Molino del 29 maggio e delle ruspe che hanno demolito lo spazio abitativo del centro sociale”.

“Parlano di violenza”, hanno continuato, “quando sui muri appaiono le scritte, ma non parlano di quella violenza che viene quotidianamente decisa in questo posto che si chiama Palazzo del Governo. La violenza di deportare dai centri per migranti, alle 5 di mattina per non farsi vedere da nessuno persone considerate scomode per l’unica colpa di non avere un documento svizzero. Questa come la chiamate?”. I dimostranti hanno appeso due striscioni sul palazzo delle Orsoline e si sono in seguito lanciati in slogan, come “fuori la Lega dal Ticino”, rivolti in particolare proprio al movimento leghista.

Portate in piazza le pietre dell’ex Macello
Gli autogestiti in seguito hanno impilato le pietre prese dalle macerie dell’ex Macello davanti all’ingresso di Palazzo delle Orsoline, come gesto simbolico a seguito di demolizione. Su di esse sono state poste una rosa e una ruspa di plastica.

Borradori: “Non ci sono stati passi avanti”
Interpellato da Radio3i, il sindaco di Lugano Marco Borradori ha espresso un certo scetticismo riguardo alle trattative con l’autogestione: “Non c’è stata nessuna evoluzione, anche se abbiamo dichiarato in lungo e in largo la nostra disponibilità per un colloquio e per valutare una nuova sede”, ha affermato. “Invece”, aggiunge, “c’è stata una reazione dell’autogestione, per nulla positiva, quando alla manifestazione non hanno voluto distanziarsi dagli atti vandalici. Noi il passo avanti lo abbiamo fatto ma evidentemente questo non è il momento migliore per far partire una trattativa. Vederemo cosa arriverà dall’altra parte”, ha concluso.

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