
"Corrisponde al vero che nel nostro Cantone è prassi degli URC stralciare d'ufficio le persone che hanno esaurito le indennità LADI, rispettivamente che non hanno in corso un contratto di inserimento professionale a tempo determinato?"
A sollevare la questione è il sindaco di Balerna e candidato al Gran Consiglio per il PPD Luca Pagani, che in un'interrogazione inoltrata al Governo chiede lumi sulla reale situazione dei disoccupati in assistenza. Questo anche alla luce degli ultimi dati pubblicati in questi giorni, che registrano una crescita del numero di persone in assistenza e che comporta di conseguenza un aumento dei costi delle prestazioni assistenziali.
Pagani fa notare che diversi comuni si vedono confrontati con un'esplosione degli oneri a loro carico, soprattutto dopo l'entrata in vigore nell'aprile 2011 delle modifiche della Legge federale sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) e dopo che la loro partecipazione agli oneri assistenziali è stata portata al 25%.
Nel mese di gennaio 2012 il Gran Consiglio ha poi approvato una nuova strategia interdipartimentale per l'inserimento professionale di disoccupati in assistenza. Un rapporto della Divisione dell'azione sociale e delle famiglie e la Sezione del lavoro aveva valutato positivamente la collaborazione tra l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) e gli URC, anche se era emersa qualche problematica. In particolare era stata segnalata l'impossibilità di assicurare una verifica del potenziale di inserimento sociale e professionale alla totalità delle persone che hanno richiesto l'assistenza, a causa del sovraccarico di lavoro degli operatori dell'USSI.
Per Pagani ci sono poi altri elementi che meritano qualche approfondimento.
Come sottolineato in precedenza, sembra che "in Ticino la prassi degli URC sia quella di mantenere l'iscrizione delle persone in cerca di impiego unicamente per la durata del diritto alle indennità LADI, rispettivamente per la durata del contratto inserimento professionale (1anno). Al termine di tali periodi l'iscrizione presso gli URC verrebbe formalmente stralciata d'ufficio" sottolinea Pagani.
Secondo le disposizioni federali, fa notare il granconsigliere, è previsto che gli URC registrino tutte le persone in cerca d'impiego: "In merito alla registrazione esse non operano dunque alcuna differenza fra chi ha diritto alle indennità in base alla Legge sull'assicurazione contro la disoccupazione e chi dovesse avere già esaurito questo diritto". C'è inoltre una direttiva della SECO, la quale prevede che gli URC continuino a offrire i loro servizi di consulenza e di collocamento anche dopo l'esaurimento del diritto all'indennità. Quindi anche chi non percepisce più indennità giornaliere riceve consulenza e aiuto nella ricerca di un impiego.
"Qualora la prassi sopra evidenziata delgli URC ticinesi fosse accertata, sottolinea ancora Pagani, - ciò che per altro sembra trasparire anche da una circolare del 23 febbraio 2015 della Divisione dell'azione sociale e della Sezione del lavoro ai Municipi dei Comuni ticinesi con cui li si invita ad astenersi dal pretendere l'iscrizione agli URC al momento della richiesta di assistenza - essa sarebbe chiaramente lesiva del diritto federale".
Vi sarebbe poi una disparità di trattamento, continua Pagani, rispetto ad altre categorie di persone che beneficiano di aiuti dell'Ente pubblico. "Risulta infatti che nel caso di beneficiari di prestazioni complementari AI con capacità residua o di assegni di prima infanzia con entrambi i genitori non occupati, i competenti Uffici impongano l'iscrizione agli URC, anche qualora le indennità di disoccupazione siano già esaurite".
Su tutte queste questioni, anche per assicurare adeguati controlli per scongiurare possibili abusi nel settore dell'assistenza, Pagani chiede lumi al Consiglio di Stato.
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