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Ticino
Quadri mette un tetto ai frontalieri: 15%
Redazione
13 anni fa
Scudo ha approvato la proposta del municipale. Ghisletta: "È propaganda. Nella sanità chi lavora bene trova sempre un posto"

Il comitato del Servizio cure a domicilio del Luganese (Scudo) ha approvato un limite massimo del 15% di frontalieri all'interno del proprio organico, salvo urgenze.

La proposta, come riporta il Mattinonline, era stata avanzata dal municipale di Lugano Lorenzo Quadri, che di recente è entrato nel comitato al posto del compianto Giovanni Cansani.

L'anno scorso Scudo contava un 16% di lavoratori con permesso G nel suo staff, mentre ora questa percentuale è scesa al 12,8%, cioè 29 impiegati su 223.

Il direttore di Scudo, Enrico Conte, ha sottolineato come si tratti di una misura volta anche a dare un segnale all'opinione pubblica, sempre più sensibile sul tema frontalierato. E che comunque nessun frontaliere verrà licenziato.

Anche perché, almeno per la parte infermieristica, Scudo non può fare a meno dei professionisti italiani. "A malincuore devo dire che in Ticino non sempre reperiamo persone con le specializzazioni necessarie, mentre in Italia sì" ha dichiarato Conte al Corriere del Ticino, aggiungendo che, insieme al Cantone, il suo ente intende incentivare i giovani ticinesi a intraprendere una formazione nella sanità. Già il prossimo 13 marzo si terrà una giornata di riflessione sullo sviluppo delle cure a domicilio, con l'obiettivo di attirare i giovani.

Sul tetto massimo del 15% per i frontalieri non è ancora detta l'ultima parola giuridica. Il limite potrebbe essere contestato tramite un'istanza al Pretore, anche se nel comitato di Scudo, che include pure un avvocato, nessuno ha sollevato obiezioni.

Lorenzo Quadri ha salutato favorevolmente l'approvazione della misura da lui proposta. "Credo si tratti di un segnale positivo che spero possa essere seguito da altre strutture" ha dichiarato il municipale. "È fondamentale che specie quei settori che sono finanziati con denaro pubblico si impegnino a fondo per favorire l'occupazione dei residenti."

Di parere opposto il sindacalista VPOD e presidente del Consiglio comunale di Lugano Raoul Ghisletta. "Mi sembra solo propaganda" ha affermato. "La gente vuole essere curata da infermieri competenti, questo deve essere il criterio numero uno. Nella sanità in Ticino non c'è una concorrenza problematica, anche grazie ai contratti collettivi. In pratica, tutti quelli che lavorano bene trovano un posto."

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