
Franco Quadri è rimasto sepolto vivo sotto un metro e mezzo circa di neve per dieci ore. Quadri, 50 anni di Melide, è risultato disperso ieri nel tardo pomeriggio sul Monte Bar in Alta Capriasca. Ma ce l’ha fatta. Lo hanno trovato attorno a mezzanotte. Ora è all'ospedale, ma dovrebbe cavarsela. “Ed è stato molto fortunato”, ci dice Stefano Doninelli capo-colonna del Club alpino svizzero di Lugano, che ha preso parte alle operazioni di recupero. “Inizialmente - spiega Doninelli - abbiamo fatto una ricognizione con l’elicottero della Rega, poi abbiamo individuato due valanghe sul Monte Bar e ci siamo subito concentrati su quella che era più fresca”. È stato un cane a trovare per primo l’escursionista. E lo ha trovato sotto a più di un metro di neve. “Era lì da dieci ore sepolto vivo sotto la neve”, sottolinea Doninelli. Che prosegue: “L’escursionista era cosciente, dunque tutto sommato in buone condizioni per il tempo rimasto sotto la neve. È stato molto fortunato perché si è formata una sacca d’aria attorno al suo viso ed ha continuato così a respirare”. Insomma, gli chiediamo, è stata sfortuna o imprudenza? “Un po’ tutte e due. Il Monte Bar non è una risalita impegnativa né pericolosa. D’altro canto con le forti nevicate e il vento che ha creato dei cumuli, è difficile stabilire se si possa parlare di imprudenza o meno. Questo incidente è la prova che una salita a pochi chilometri da Lugano può essere comunque pericolosa”.
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