
"Il Dicastero integrazione e informazione sociale non è mai stato ostacolato nei suoi progetti a favore della convivenza e della conoscenza reciproca dal suo Capodicastero".
Così il Municipio di Lugano risponde a un'interrogazione inoltrata a gennaio dal PS (primo firmatario Raoul Ghisletta), nella quale chiedeva se la presenza di Lorenzo Quadri in qualità di capo Dicastero fosse opportuna viste alcune sue recenti prese di posizione "di odio anti-islamico". Ci si riferiva in particolare a due scritti apparsi sul Mattino della Domenica: nel primo, pubblicato il 14 divembre 2014, Quadri se la prendeva con il PS per aver incontrato l'imam della moschea di Viganello; nel secondo il municipale leghista è reo, sempre secondo i socialisti, di aver "strumentalizzato" gli attentati terroristici del 7-9 gennaio in Francia da parte di 3 estremisti islamici per denigrare "nuovamente e gratuitamente la direzione del partito socialista di Lugano" nonché "tutta la religione islamica e i suoi aderenti".
Ritiene il Municipio, chiedeva quindi il PS, che nel mondo musulmano vigono principi che sono incompatibili con le libertà occidentali e che vi siano comunità islamiche a Lugano che professano questi principi incompatibili, come dipinge il capo Dicastero intergazione informazione sociale sul Mattino?
Individuare casi in cui vi siano in atto delle violazioni delle libertà garantite dalla costituzione svizzera e dall'ordinamento giuridico, spiega l'Esecutivo nella sua risposta, è un compito affidato ad una vasta rete di professionisti (scuole, assistenti sociali, polizia, ARP, ecc...), cui il Municipio presta sempre grande attenzione. "Va segnalato che ci possono essere dei disagi legati alla dimensione culturale di popolazioni che abitano sul nostro territorio e che si trovano confrontate con un ambiente sociale differentemente ricettivo nel dare risposte concrete alle loro esigenze, ma questa affermazione non vuole in nessun modo criminalizzare persone provenienti da determinate culture o professanti determinati religioni".
L'interrogazione sollevava poi una serie di domande legate ai progetti e alle attività promosse dal Dicastero integrazione e informazione sociale (DIIS). Quest'ultimo ha sostenuto per anni (dal 2007 al 2012) il forum di dialogo interreligioso (Fodint), di cui faceva parte anche la Lega dei musulmani, spiega ancora il Municipio. Questo fino al suo scioglimento, dovuto principalmente alla bassa partecipazione da parte del pubblico, a disaccordi sui veri obiettivi del forum e della sua sostenbilità a lungo termine ed ad alcune tensioni tra membri appartenenti a religioni diverse. Le varie associazioni culturali straniere, sottolinea l'Esecutivo, sono comunque sostenute in vari modi dal DIIS, sia finanziariamente, sia logisticamente che a livello di comunicazione. Il DIIS sostiene, per esempio, l'Associazione culturale turca del Canton Ticino, le attività di varie associazioni che hanno coinvolto l'Imam Jelassi Radouan Samir nei loro progetti rivolti soprattutto a donne islamiche, l'Associazione AOREP per l'Africa e il Medio-Oriente con i suoi corsi di lingua e integrazione, e molti altri progetti.
Per quanto riguarda gli spazi religiosi necessari al culto islamico a Lugano, ritenuti insufficiente da parte della Lega dei musulmani, il Municipio sottolinea che non può "fare differenze di trattamento tra i vari culti presenti sul suo territorio, onde evitare antecedenti e aprire la strada a ulteriori richieste di spazi cronicamente insufficienti a Lugano, da parte di altre associazioni religiose o culturali".
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