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Ticino
Quadri contro SECO e IRE: "Statistiche farlocche"
Quadri contro SECO e IRE: "Statistiche farlocche"
Quadri contro SECO e IRE: "Statistiche farlocche"
Redazione
10 anni fa
Il consigliere nazionale leghista punta il dito contro chi usa "la disoccupazione in Ticino per fare propaganda"

 Il Consigliere nazionale Lorenzo Quadri punta il dito contro IRE e SECO, "rei" di utilizzare il tema della disoccupazione "per fare propaganda politica e farci credere che "tout va bien, Madame la Marquise".

Tramite un lungo intervento, il politico leghista sostiene che questo atteggiamento, da parte soprattutto del direttore dell'IRE Rico Maggi, venga utilizzato "per tirare acqua al mulino dei sostenitori della libera circolazione delle persone senza limiti". Una critica che non risparmia neppure la Direzione del lavoro: "La SECO con l'ennesima statistica farlocca dichiara ora che il tasso di disoccupazione nel nostro sempre meno ridente Cantone sarebbe del 3%. Si tratta evidentemente, per dirla con Maggi, di dati costruiti con lo scopo di fare politica. Il messaggio è chiaro: vedete, o ticinesi “chiusi e xenofobi”, che in regime di libera circolazione delle persone va tutto bene? Vedete che "bisogna aprirsi"? Vedete che la sostituzione di frontalieri con residenti è solo un’allucinazione collettiva?"

"E subito, come da prevedibile copione, gli spalancatori di frontiere saltano giulivi sul carro, preparato apposta per loro. Sicché nelle scorse settimane c’è stato un fiorire di commenti dai toni trionfalistici sullo stato del mercato del lavoro ticinese. Toni purtroppo fuori luogo".

Quadri elenca poi una serie di dati che dipingono la situazione in modo "diverso": 

- il tasso di disoccupazione ILO (Organizzazione internazionale del lavoro) in Ticino è del 7% (altro che 3%);- i disoccupati ILO in Ticino sono 13'300, altro che i 5000 indicati dalla SECO;- il tasso di disoccupazione ILO in Ticino è passato dal 6.4% del quarto trimestre 2015 al 7% del primo trimestre 2016, altro che "disoccupazione in calo";- in Ticino ci sono 9000 persone in assistenza, mentre nel 2010 erano 6000, e ad ogni aggiornamento si registra un nuovo record negativo;- i frontalieri in Ticino erano 37'500 nel 2006 ed oggi sono 62'500;- i frontalieri attivi nel terziario, quindi dove si sostituiscono ai residenti, sono aumentati di 20mila unità in 10 anni.

"Però i burocrati della SECO, dopo aver raccontato la storiella che in Ticino non esiste né dumping salariale né sostituzione di frontalieri con residenti, insistono nel pretendere di farci credere che non abbiamo nemmeno un problema occupazionale: sono tutte montature politiche, ossia balle populiste, come ha dichiarato il direttore IRE Rico Maggi (ma non sarebbe stato meglio tacere?).Purtroppo l’unica montatura politica sono le statistiche della SECO e le indagini manutengole dell’IRE (che è riuscita a far realizzare uno studio sul frontalierato in Ticino a ricercatori frontalieri per poi arrivare alla conclusione, ma guarda un po’, che “il problema non sussiste”)".

"L’obiettivo politico è evidente. Del resto è sempre il solito: fare il lavaggio del cervello ai cittadini. Far credere che non solo la libera circolazione senza limiti – ed in particolare senza preferenza indigena - sarebbe indispensabile, ma addirittura positiva per il Ticino. Invece non è né l’una né l’altra cosa".

Affaire à suivre.

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