
Abolire la Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) e modificare, se necessario, la legislazione federale e gli accordi internazionali. È quanto chiede il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri in una mozione inoltrata al Consiglio federale.
«Non c'è un problema sistemico di tortura»
«È assurdo comportarsi come se in Svizzera esistesse un problema sistemico di tortura o di trattamenti disumani che renda necessario un organismo federale permanente incaricato di controllare sistematicamente carceri, strutture psichiatriche e centri per richiedenti l’asilo», scrive Quadri nell'atto parlamentare, sottolineando che la Svizzera dispone di uno Stato di diritto solido, di autorità giudiziarie indipendenti e di numerosi meccanismi di controllo.
I rapporti della CNPT
Il consigliere nazionale ticinese contesta in particolare i rapporti della CNPT sulle condizioni nei centri federali per richiedenti l’asilo e nelle strutture detentive, che «non hanno nulla a che vedere con la tortura». Nel mirino anche l’utilizzo dei rifugi della protezione civile per l’accoglienza dei richiedenti l’asilo. Quadri contesta le critiche della CNPT a queste strutture, sottolineando che ambienti analoghi vengono utilizzati anche dai militi dell’esercito svizzero. «È assurdo che condizioni ritenute sufficienti per i soldati svizzeri siano giudicate inadeguate per i richiedenti l’asilo».
Ridurre i costi
Il consigliere nazionale collega inoltre il tema del sovraffollamento carcerario alla presenza di detenuti stranieri e sostiene la necessità di ridurre l’immigrazione e aumentare le espulsioni dei delinquenti stranieri. Quadri critica infine i costi e la burocrazia legati alla CNPT, chiedendone la soppressione in un periodo di pressione sulle finanze pubbliche.

