
Il 29 settembre, in piazza Castello a Lugano è partita la sperimentazione del nuovo Piano di viabilità del polo luganese (PVP). Un test di tre mesi che ora volge al termine.
“Ci sono delle cose che sembrano essere migliorate, penso ad esempio alle tante auto che arrivando dal lungolago oggi possono svoltare su Corso Pestalozzi e andare all'autosilo Balestra” ha dichiarato Michele Bertini, municipale di Lugano, ai microfoni di TeleTicino. “Prima erano costrette a scorrere viale Carlo Cattaneo e inserirsi anche nei quartieri residenziali percorrendo più chilometri e quindi inquinando più a lungo” ha aggiunto Bertini. Inoltre, secondo il municipale, “anche via Balestra sembra essere molto scaricata dal traffico rispetto alla situazione precedente”.Mono positiva invece la situazione su corso Elvezia che continua ad essere congestionata nelle ore di punta, intralciando anche il trasporto pubblico.
E a questo proposito Angelo Jelmini, municiplae di Lugano, ha dichiarato che “inizialmente gli aggiustamenti erano quasi quotidiani”. “Oggi parlerei di un moderato beneficio a favore del trasporto privato e un moderato aggravamento della puntualità dei nostri bus ma non c'è nulla di sconcertante” ha dichiarato Jelmini. “Le mosse facilitano il trasporto individuale e penalizzano leggermente quello pubblico. Bisogna capire quanto si vorrà bilanciare questo elemento” ha concluso Jelmini.
Il Municipio ora dovrà decidere se confermare i nuovi sensi di marcia oppure se azzerare l’esperimento. Per farlo si baserà su una serie di rapporti che analizzano i vari flussi viari. La decisione finale è attesa per la fine di gennaio.
“Per poter avere una visione più scientifica e non solo basata sulle percezioni il Municipio ha detto che non si può prendere una decisione con i dati di un solo mese” ha detto BertiniÈ chiaro sin da subito che la discussione sarà accesa, fuori e dentro dal Municipio. Senza contare che i giochi rischiano anche di complicarsi visto che nel 2020 il trasporto pubblico verrà potenziato, rendendo più complicata la convivenza con il trasporto privato.
“Non dico che bisogna solo facilitare il mezzo privato” ha spiegato Bertini perché, spiega, “il futuro è quello di potenziare il trasporto pubblico affinché la città di Lugano un giorno, il più presto possibile, abbia un trasporto pubblico da grande città, così come lo vediamo nella Svizzera interna”.
Ma saprà Lugano cambiare paradigma? Prima o poi la città dovrà scegliere da che parte andare, e non è escluso che a decidere saranno i cittadini.
“Io penso possa accadere, come era accaduto per la Foce che aveva anche molto diviso” dice speranzoso Jelmini. “A un certo punto potranno esserci degli oggetti dove bisogna chiedere un sacrificio alla mobilità individuale a favore di quella pubblica o ciclabile e può essere che lì il confronto con il popolo sia inevitabile” ha poi concluso.
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

