
Il Pvp cambia. Matura, potremmo dire, visto che sulla base delle prime esperienze il Municipio ha già adottato alcuni piccoli correttivi a quella che è stata la più grande rivoluzione della viabilità luganese.Ieri ne sono stati decisi di nuovi. Dei correttivi che sono di fatto un dietrofront. In particolare per quanto riguarda Molino Nuovo, dove all'incrocio tra via Trevano e via Zurigo le corsie di svolta verranno modificate in modo da consentire un maggior flusso di traffico su viale Franscini. Anche per questo motivo verrà soppresso il passaggio pedonale in viale Franscini all'incrocio con via Vanoni.Modifiche anche tra Viganello e Pregassona: all'incrocio tra via Ceresio e via Fola, chi viaggia verso Viganello avrà a disposizione la corsia di sinistra, ora riservata a chi svolta in via del Sole. Chi proviene dal ponte Fola, invece, avrà la corsia di destra riservata per la svolta verso Viganello, mentre la corsia di sinistra servirà sia per svoltare verso Pregassona che per proseguire su via del Sole. Questo per cercare di sgravare un po' via Ceresio.Anche via Canonica torna all'antico, ovvero al senso unico di marcia da corso Elvezia a via Lucchini. Forse in futuro potrebbe cambiare senso anche via Somaini.Il passaggio pedonale alla stazione FFS, che nelle ore di punta crea un imbuto, verrà regolato da un agente. In attesa di migliorie alla passerella e del nuovo accesso alla stazione, previsto fra 3 anni.Per il posteggio del LAC verrà creata una corsia d'entrata specifica. Su via Magatti e via della Posta verrà disposto un arredo urbano provvisorio per farne capire meglio la vocazione pedonale. I taxi, beati loro, potranno nuovamente svoltare in entrata e in uscita da Piazza Manzoni in via della Posta, anche se con licenza B. Infine sono allo studio tariffe di posteggio agevolate, in collaborazione, eventualmente anche finanziaria, con i commerci del centro, per i clienti che vi compiono acquisti.Ed entro breve verrà lanciato un grande sondaggio tra la popolazione, al fine di raccogliere opinioni e critiche. Perché la viabilità è un cantiere che non si ferma mai.
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