
Negli scorsi giorni il Tribunale Federale ha accolto il ricorso di Rino Bassi, titolare della Tricomix di Cadenazzo, contro l'aggiudicazione di un appalto da oltre 300mila franchi alla Compodino di Gordola per il ritiro e lo smaltimento degli scarti vegetali per il triennio 2017-19 del Comune di Locarno. Una sentenza che smentisce le decisioni prese dal Municipio locarnese, dal Cantone e dal Tribunale Cantonale Amministrativo.
La Compodino, ritenuta responsabile delle puzze nel Piano di Magadino (accuse sempre smentite dalla ditta), aveva vinto nel maggio 2016 la gara per trattare i rifiuti vegetali, proponendo l'offerta più bassa. Ma l'azienda da 30 anni lavora senza licenzia edilizia: a nulla però sono valse in passato le rivendicazioni di Bassi, il quale si è sempre sentito rispondere che la ditta, essendo presente nella lista cantonale per il compostaggio, è abilitata a lavorare e l'appalto è quindi legittimo.
La querelle è arrivata fino al Tribunale Federale, con quest'ultimo che, come anticipato prima, ha di fatto revocato l'appalto alla Compodino.
Tra i principali oppositori dell'appalto, il consigliere comunale di Locarno Pierluigi Zanchi (Verdi). "Siamo soddisfatti ma al contempo avviliti per questa decisione - spiega Zanchi - perché questa decisione poteva essere risolta molto tempo fa. Sono quasi dieci anni che con i miei atti parlamentari denuncio questa situazione di irregolarità e finalmente un'istanza superiore ha messo il punto alla questione. E non c'era molto fa discutere: la Compodino stava lavorando su una zona che per il piano regolatore era agricola e non industriale come richiesto. Peraltro non aveva neanche l'autorizzazione a farlo: il fatto che fosse nella lista cantonale degli impianti di compostaggio non vuol dire essere a norma. Con tutti gli avvocati che ci sono in Municipio e Consiglio comunale a Locarno, mi stupisco come nessuno di loro abbia potuto capire questo principio basilare".
Ma perché la Compodino risulta in questa lista del Cantone? "Ci sono dei criteri che non conosco - prosegue l'ex deputato in Gran Consiglio - Visto quanto successo, presumo che in Ticino ci siano altre piazze di compostaggio esistenti che non rispettano i piani regolatori. Quello che è certo è che quella del compostaggio è un'attività che va fatta in un terrotorio apposito, non nelle zone agricole. Peraltro, nel caso di Compodino, in uno dei terreni più fertili. Spero che adesso non si aggiri la sentenza modificando il piano regolatore perché sarebbe davvero una presa per i fondelli. Considerando anche che nel dicembre 2014 il Gran Consiglio ha votato il progetto del Parco del Piano, che garantiva la protezinoe delle zone agricole. E cosa si fa adesso? Si cambia tutto il progetto? Sarebbe assurdo e poco rispettoso...".
"Ci rendiamo conto, che questo terreno agricolo è stato comprato dal titolare della Compodino, che proprio per il fatto di essere giardiniere aveva possibilità per legge di rilevarlo, per poi farlo diventare un terreno industriale, peraltro con tutti i disagi del caso, vedi le puzze? Solo in Ticino poteva succedere una cosa del genere: in Svizzera tedesca non lo avrebbero mai permesso.
Se l'appalto finirà, come paventato, alla Tricomix si risolverà la situazione? "Non spetta a me fare questo genere di valutazioni. Posso solo dire che la Tricomix si trova su un terreno adibito al compostaggio, ha un impianto a norma e, nonostante sia a 200 metri dall'abitato, nessuno reclama per gli odori. Mentre sappiamo benissimo com'è la situazione tra Gordola e Riazzino... Mi fa ridere chi si lamenta che i costi rischiano di essere più alti: ma qui si parla di un impianto a norma, chiaro che se non si opera in circostanze diverse magari i costi si abbassano. Ma è concorrenza sleale così!".
"Al di là del mero appalto per lo smaltimento - conclude Zanchi - mi meraviglio del motivo per cui il Municipio di Locarno non abbia mai considerato come poter diminuire la quantità di scarti vegetali a costo dei cittadini, quando le ramaglie possono essere riciclate per la termovalorizzazione o per il mantenimento e la coltivazione dei campi. Soluzioni che peraltro sarebbero decisamente meno costose per i cittadini".
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