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«Può accompagnare solo» nei guai per una presunta truffa alle assicurazioni
Redazione
3 ore fa
Ilija Kosanke, conosciuto sui social come William Solo e diventato famoso per il video virale della caduta in moto del 2013 a Lugano, è al centro di un’inchiesta della Procura di Genova su una presunta organizzazione dedita alle frodi assicurative.

Era diventato famoso sul web per una frase pronunciata davanti alle telecamere e per una rovinosa caduta dalla sua Harley-Davidson. Oggi Ilija Kosanke, 54 anni, genovese, conosciuto sui social come William Solo, è al centro di un’inchiesta della Procura di Genova su una presunta organizzazione specializzata nella simulazione di incidenti stradali.

L'episodio che lo rese famoso

Nel 2013, durante un raduno Harley a Lugano, Kosanke era stato intervistato da Teleticino. «Un certo stile di fisico può accompagnare solo», aveva detto parlando della propria moto, prima di cadere rovinosamente poco dopo. Il video era diventato virale, trasformando quella frase in un tormentone. Secondo l’ipotesi accusatoria, oggi Kosanke sarebbe invece al vertice di un gruppo organizzato per ottenere risarcimenti dalle compagnie assicurative attraverso presunti sinistri simulati.

18 incidenti ricostruiti

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Genova e condotta dalla Polizia stradale, sarebbe partita nel 2024 da un esposto anonimo relativo ad alcuni incidenti sospetti, accomunati dalla presenza di Harley-Davidson. Gli investigatori avrebbero utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali, GPS installati sui veicoli, registrazioni video, controlli bancari e verifiche sui registri automobilistici. La Procura sostiene di aver ricostruito nel dettaglio 18 presunti incidenti fraudolenti, avvenuti tra il 2023 e il 2026. Il danno complessivo contestato alle compagnie assicurative sarebbe di circa 450 mila euro. L'indagine, tuttavia, sarebbe più ampia: l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e alcune compagnie avevano già segnalato diverse decine di incidenti ritenuti sospetti e riconducibili allo stesso gruppo.

Il modus operandi

Secondo gli inquirenti, in alcuni casi i componenti delle moto sarebbero stati sostituiti con parti già danneggiate prima delle perizie. Tra gli elementi investigativi ci sarebbe anche un video nel quale Kosanke sarebbe stato ripreso mentre danneggiava a martellate un paraurti per poi portarlo in un’officina.

Trentasei indagati

Sono complessivamente 36 le persone indagate. Per 12 di loro la Procura avrebbe chiesto misure cautelari. Tra gli indagati figurano la compagna di Kosanke, un suo amico e collaboratore, la moglie di quest’ultimo, titolari e dipendenti di quattro officine, oltre a un assistente della polizia locale e due avvocati. La Procura avrebbe chiesto due misure cautelari in carcere e sette agli arresti domiciliari, oltre ad alcune misure interdittive. Nei giorni scorsi sarebbero stati sequestrati a Kosanke e alla compagna tre appartamenti, un locale commerciale, tre Harley-Davidson e due conti correnti.

La testimonianza di una guardia giurata

Tra gli elementi dell’inchiesta ci sarebbero anche le dichiarazioni di una guardia giurata che avrebbe ammesso di aver partecipato alla simulazione di due incidenti, spiegando di averlo fatto per difficoltà economiche.

Interrogatori fissati a ottobre

L'inchiesta è ancora in corso e le accuse dovranno essere sottoposte alla valutazione dell'autorità giudiziaria. Il gip Giorgio Morando avrebbe fissato per l'inizio di ottobre gli interrogatori preventivi degli indagati destinatari delle richieste cautelari.