
Il DECS ha presentato ieri il messaggio sulla politica universitaria per il quadriennio 2021-2024. Una novità importante riguarda i 695 milioni che verranno iniettati nel sistema universitario cantonale (75 milion in più rispetto al precedente quadriennio). Un contributo sostanzioso per sostenere importanti progetti. Tra questi vi sono la nuova facoltà di scienze biomediche dell’USI che partirà a settembre, ma anche i campus universitari di Lugano-Viganello e Mendrisio-Stazione. La presentazione del messaggio è stata l’occasione per fare il punto della situazione con gli attori coinvolti.
Bertoli: “700 milioni in linea con gli altri Cantoni”
Per il direttore del Dipartimento dell’educazione della cultura e dello sport (DECS) Manuele Bertoli il credito concesso dal Governo è in linea con quello degli altri Cantoni. “Il confronto più semplice è quello con l’Università di Neuchâtel. Il dato per studente è leggermente superiore da noi. L’USI è quinta nelle dieci Università per spesa per studente, davanti ha solo le grandi università, che hanno una storia ben più lunga”.
Tra i costi importanti ci sono gli studenti che vanno a studiare negli altri Cantoni: “Stanno aumentando gli studenti in generale” rileva Bertoli. “I dati mostrano sia un aumento del costo degli studenti che escono dal Cantone Ticino, ma anche per quelli che vanno all’USI e alla SUPSI, che sono in aumento”. Lo stesso interesse non c’è però da parte degli altri Cantoni per le Università ticinesi. “È un dato storico e difficile da ribaltare se pensiamo che in Svizzera tedesca e in Romandia ci sono tre o quattro Università che offrono più facoltà delle nostre, con indirizzi di studio che qui non ci sono” commenta il consigliere di Stato. “Inoltre ce ne sono di grande qualità, primi fra tutti i politecnici federali”.
Più infermieri residenti in formazione
Durante i mesi caldi della pandemia si è discusso molto dell’importanza della formazione di personale indigeno, soprattutto nel campo socio-sanitario. Un tema che sarà prioritario per la Supsi nei prossimi anni, ha spiegato il direttore Franco Gervasoni ai microfoni di Teleticino. “Il nostro obiettio è aumentare il numero di diplomati infermieri. Nel 2011 eravamo a 100 diplomati in Ticino, oggi sono 200 e nell’orizzonte 2024 vogliamo arrivare a 250 nuovi diplomati infermieri tra la nostra scuola Supsi e la scuola superiore specializzata per le cure infermieristiche. L’ambizione è di avere una percentuale di residenti molto alta in modo da diminuire la dipendenza dall’estero in questo settore particolarmente sensibile”. Secondo Gervasoni sarà impossibile azzerarla del tutto , ma grazie a questo aumento previsto e anche alla collaborazione con gli istituti di cura “sarà possibile diminuirla”.
“Pronti con la facoltà di Biomedicina”
A settembre partirà anche il Master in biomedicina all’USI. Tutto è pronto, conferma il rettore Boas Erez ai microfoni di Teleticino. “Aver organizzato questo master in biomedicina significa da un lato contribuire a uno sforzo nazionale di formare più medici in Svizzera, dall’altro portare un lievito a un impasto che era già stato creato dal Cantone, che ha portato alla creazione di istituti di ricerca mondialmente conosciuti e ad ospedali che sono migliorati negli ultimi 30-40 anni.
Per quanto riguarda il nuovo campus di Viganello, lo stop del cantiere per due mesi e mezzo non influirà sulla facoltà di medicina. “La medicina può cominciare visto che sarà nella parte già pronta dell’edificio, mentre l’informatica traslocherà nel mese di novembre e il Dipartimento della Supsi dovrà aspettare l’inizio dell’anno 2021”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

