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Ticino
Pubblicata la variante di piano regolatore dell’ex Macello
©Gabriele Putzu
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Redazione
3 anni fa
Parte del progetto prevede la messa a disposizione per l’università di un’ottantina di camere per studenti e professori. Il municipale Filippo Lombardi: “La speranza è che il Municipio segua le proposte del Dicastero”.

È apparso sui quotidiani ticinesi l’annuncio della pubblicazione, a partire dal 21 agosto, della variante di piano regolatore per l’area dell’ex-macello. Prende quindi il via la procedura per il rinnovamento del sedime che ospiterà il complesso universitario Matrix. “Siamo contenti che il Cantone abbia accolto l’impostazione durante l’esame preliminare di questa variante di piano regolatore”, dice ai microfoni di Ticinonews il municipale di Lugano Filippo Lombardi. La variante stabilisce che da una parte “ristruttureremo la vecchia area del macello per metterci contenuti storici e culturali. Dall’altra parte, invece, nella zona ormai demolita dell’ex macello “costruiremo questo campus Matrix, il quale è la messa a disposizione per l’università di alcuni locali comuni e, soprattutto, di un’ottantina di camere per studenti e professori”.

I passi da compiere

È ancora presto per conoscere le tempistiche precise del progetto. Tuttavia, il Dicastero dello sviluppo territoriale ha stabilito, in linea di massima, dei termini. “Come annunciato, la consultazione parte il 21 agosto e dura 30 giorni”, prosegue Lombardi. Dopodiché “i risultati verranno valutati e i nostri servizi presenteranno al Municipio le decisioni conseguenti. Se l’Esecutivo le seguirà avremo tre messaggi: uno sulla ristrutturazione della vecchia pare del macello, uno che riguarda la convenzione con l’università per un diritto di superficie che le permetta di utilizzare questa torre residenziale, e, infine il messaggio per la variante di piano regolatore che è stata preparata”.

L’auspicio

La speranza, precisa Lombardi, “è che il Municipio segua le proposte del Dicastero e che entro fine anno siano pronti questi tre messaggi”. I tempi, poi, “li gestirà il consiglio comunale con le sue commissioni”.

La questione giudiziaria

A pesare sulle scadenze vi è anche la questione giudiziaria. In ragione dell’inchiesta riaperta a giugno, le macerie dell’ex-macello sono tutt’ora sotto sequestro, impedendo l’inizio dei lavori. Tuttavia, il Municipio è fiducioso che le scadenze previste siano sufficienti a permettere uno svolgimento dell’inchiesta senza intralci. “Sicuramente passeranno un certo numero di mesi prima che questi messaggi siano (sperabilmente) accettati dal Legislativo”. È vero che queste macerie “a nostro modo di vedere non hanno più molto senso: tutto quello che bisognava sapere è risaputo e le eventuali discussioni legali ancora in corso non riguardano le macerie, bensì gli atteggiamenti, le dichiarazioni, le contraddizioni”. Il Municipio “dovrà prendere una posizione e decidere se vuole chiedere il dissequestro delle macerie”, conclude Lombardi.

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