Ticino
Psicologi sotto la Lamal, il punto
Immagine CdT
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5 mesi fa
Dal 1° luglio è entrata in vigore una nuova pratica, che consente di fatturare direttamente alle casse malattia le prestazioni. Nicholas Sacchi, presidente dell’Associazione Ticinese Psicologi: “Non prevediamo code davanti ai nostri studi, ma la nuova pratica mette in risalto l’importanza della salute mentale”

Dal 1° luglio anche gli psicologi sono riconosciuti dalla Lamal e potranno fatturare direttamente alle casse malattia le loro prestazioni. Il nuovo modello sostituisce quello vecchio, detto di delega: gli psicologi potevano fare appello a una cassa solo se erano impiegati da uno psichiatra in uno studio o in clinica ed esercitavano su delega di quest’ultimo. Per Nicholas Sacchi, presidente dell’Associazione Ticinese Psicologi, questo cambio rappresenta un passo importante. “Si tratta di entrare nel novero dei prestatori della Lamal e di venire riconosciuti direttamente in tutto quello che riguarda le cure”.

Il benessere della mente
L’obiettivo della nuova pratica è di rendere più facile e veloce l’accesso alla psicoterapia per le persone con problemi di salute mentale. Ci saranno dunque più persone che si recheranno da uno psicologo o psicoterapeuta? Secondo Sacchi questo scenario non si verificherà: “Non crediamo che questo comporterà una coda davanti ai nostri studi. Più che altro questo passo riconosce quanto sia importante la salute mentale. La pandemia ha proprio sottolineato la necessità di prendersi cura di questo aspetto del proprio benessere. Se ci sarà un aumento non sarà tanto per l’assunzione dei costi da parte della Lamal, quanto piuttosto per un interesse maggiorato rispetto al proprio benessere”.

Accordo raggiunto sulle tariffe
Dopo una lunga contrattazione per la tariffa oraria, il Consiglio di Stato ticinese ha approvato la proposta che era sul tavolo delle trattative. Una decisione che ha soddisfatto gli operatori del settore, soprattutto per il fatto il Ticino sia stato uno tra i primi ad avere fissato la tariffa e la struttura tariffale, spiega ancora Sacchi. “È stato un duro lavoro, ma c’è ancora molto da fare, sia per quanto riguarda il miglioramento della struttura che il costo delle sedute, che dovrà essere rinegoziato da qui fino al 2024, data in cui la tariffa sarà definitiva”.

Una soluzione transitoria
Non tutti gli assicuratori hanno infatti aderito alla soluzione negoziata. Per questo motivo la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) ha raccomandato ai Cantoni di adottare la proposta come soluzione transitoria. Se ogni Cantone dovesse adottare soluzioni diverse, si genererebbe una grande incertezza nell’attuazione e nell’ulteriore sviluppo delle tariffe, teme la Conferenza.

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