
È andato in scena questo pomeriggio il processo a carico di uno psichiatra del Bellinzonese, accusato di aver costretto la donna a compiere e subie atti sessuali.
Ciò che, come sovente succede, differisce, sono le versioni. Secondo il medico, la loro era una storia d’amore nel vero senso del termine, nonostante lui fosse sposato. Anzi, questa sarebbe stata la prima avventura extraconiugale. La versione online del CdT riporta le dichiarazioni dei due, lui difeso da Rossano Bervini e lei da Carlo Borradori. La paziente in questione è una donna che soffre di un grave disturbo della personalità ed ha tentato anche il suicidio. Lo psichiatra si accorge ben presto di provare qualcosa che va al di là dei confini professionali. «Volevo baciarla sulle labbra perché mi faceva tenerezza e poi mi stavo innamorando. Lei invece mi baciò con la lingua». Lei dichiara di essere rimasta sconvolta e di aver chiesto spiegazioni, ma poi gli dice di non essersi sentita manipolata. La dichiarazione è avvenuta mesi dopo, dopo che la donna aveva nuovamente tentato di togliersi la vita. «Mi misi a piangere. Lei disse che provava lo stesso sentimento».
Fra i due comincia una storia. «Un giorno uscì dal bagno seminuda. Pretese di fare sesso. All'inizio mi rifiutai, perché provavo per lei un sentimento forte, non attrazione fisica. Poi cedetti», La passione dura circa sei mesi, fino a quando il medico le chiede una pausa di riflessione. Lei, arrabbiata, minaccia di rivelare tutto alla moglie dell’uomo, e lo fa. Un anno dopo, lo denuncia.
Secondo la paziente, infatti, avrebbe sfruttato il suo stato di bisogno, con una decina di atti sessuali, soprattutto nello studio medico.
Una storia intricata, dove si combattono amore, attrazione, bisogno di cure, problemi psichici e due versione per una sola verità: quella che dovrà scoprire la giudice Rosa Item, prima di giungere ad una sentenza.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

