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Ticino
Pse, si minaccia un referendum cantonale
Marco Jäggli
5 anni fa
L’Mps ha reagito alla proposta del Governo di concedere un credito di 18 milioni per il Polo sportivo luganese, dichiarando che se necessario ricorrerà nuovamente alle urne ma a livello cantonale

C’era forse da aspettarselo, ma la notizia che il Cantone vorrebbe sottoporre al Gran Consiglio l’approvazione di un credito di 18 milioni per il Pse luganese - e non 7 come inizialmente preventivato - ha già causato una nuova levata di scudi dell’MPS. Dopo aver raccolto le firme per il referendum comunale per cui i luganesi voteranno il 28 novembre 2021, il Movimento per il socialismo dichiara infatti in una presa di posizione che si opporrà alla richiesta di credito, “se necessario e se saremo in grado di farlo” anche ricorrerendo all’arma del referendum, questa volta su scala cantonale.

“Non si finanzia solo lo stadio, ma la speculazione”
“Al di là delle critiche concrete al progetto Pse”, scrivono nella presa di posizione, “la decisione governativa è contestabile da altri punti di vista”. La prima, è che il governo in questo modo non sosterrebbe solo un progetto sportivo, ma anche all’altra parte del progetto, che viene definito un “quartiere speculativo all’interno del qual è inserita la parte sportiva che, ricordiamo, rappresenta poco più di un terzo dell’operazione complessiva PSE”. “Per quale ragione”, scrive il movimento, “il denaro pubblico dei contribuenti e delle contribuenti di tutto il Cantone deve essere di fatto messo a disposizione di una grande impresa con capacità milionarie come la HRS e di un colosso finanziario come il Credit Suisse che dirigono tutta l’operazione PSE?”

“Di nessun interesse per lo sviluppo del Cantone”
La seconda riflessione riguarda la necessità, “suggerita dalle continue esternazioni del capo delle finanze cantonale, Christian Vitta”, di rivedere le spese cantonali, concedendo crediti e prestazioni “sulla base di motivate priorità” viste le prospettive economiche difficili, anche a causa della pandemia. Per l’Mps dunque “appare quindi perlomeno curioso che, in questo contesto e con la situazione qui sopra richiamata, il governo trovi addirittura spazio per un contributo di 18 milioni per un progetto che (a parte le strutture sportive – il cui interesse cantonale è ancora tutto da dimostrare) non ha nessuna urgenza e nessun interesse per lo sviluppo del Cantone”.

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