
Stamane il partito socialista ticinese ha detto sì, ma con alcune modifiche, al progetto di programma politico proposto dal Ps svizzero. A scaldare gli animi è stato soprattutto il capitolo dedicato all’Unione europea. I socialisti ticinesi non vogliono certo mettere in discussione l’adesione della Svizzera all’Ue. Ma chiedono di inserire nel programma per quale Unione europea il Ps dovrà battersi: non per quella attuale, basata soltanto su regole economiche. Ma per un’ Europa politica. Magari esportando il nostro modello federale. Prima di aprire la discussione stamane Manuele Bertoli ha ricordato tre questioni di politica cantonale ancora aperte. “La prima è quella della riforma del sistema di riduzioni di premi di cassa malattia, che finalmente dovrebbe approdare in Gran Consiglio il prossimo 21 giugno. Il Consiglio di Stato ci ha presentato un buon modello per il passaggio del criterio del reddito imponibile a quello di reddito disponibile nel settembre del 2009e, salvo contrordini inattesi dell’ultimo minuto, martedì prossimo la Gestione firmerà il rapporto unico favorevole alla riforma senza tagli. Senza tagli, quindi senza il risparmio di 5 milioni che il governo aveva introdotto con il suo messaggio, come chiede la nostra iniziativa popolare del 2005, che potrà così essere ritirata.” "La seconda questione è legata alla nuova Lord, la legge sul personale pubblico, che potrebbe arrivare anch’essa in Parlamento nelle prossime settimane. Su questa riforma noi ci siamo detti favorevoli all’introduzione della gestione per obiettivi, perché è sensato e sano che una buona amministrazione pubblica fissi al suo interno degli obiettivi precisi, paragonabili con quanto avviene in altre realtà. Siamo invece contrari a collegare questi obiettivi con il sistema salariale, introducendo il cosiddetto “merito”, che non è nient’altro che un sistema di bonus individuali allocati secondo criteri che per il momento rimangono oscuri. Avremmo preferito che si agisse sul demerito, sanzionando quei collaboratori che non sono al loro posto, senza mettere in piedi un sistema salariale il cui rischio di arbitrio, quindi di malumore, è elevato.” Per quanto concerne l’amnistia fiscale, il presidente Ps ha ribadito che se la proposta verrà portata avanti, magari con aliquote ridotte, il lancio di un referendum da parte dei socialisti sarà inevitabile.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

