
Il suo consigliere di Stato Manuele Bertoli l'ha approvata, ma il Partito socialista resta scettico sulla riforma fiscale e sociale presentata oggi dal Governo, in particolare in merito agli sgravi fiscali.
"Questi sgravi giungono a pochi mesi dalla manovra finanziaria, dopo che negli anni scorsi sono già stati tagliati 50 milioni nella socialità, a scapito dei redditi più bassi" scrive il PS in un comunicato stampa. "La riforma, inoltre, è prematura poiché il nuovo progetto di riforma fiscale federale è ancora in consultazione. Problematico anche il fatto che le misure nella socialità siano presentate come contropartita a degli sgravi ai più ricchi in ambito fiscale."
"Questo pacchetto viene presentato a pochi mesi dalla manovra finanziaria di rientro, portata avanti dai partiti di maggioranza col pretesto di una situazione che hanno ripetutamente definito catastrofica" prosegue il PS. "Un fatto che va sommato ai tagli di 50 milioni di franchi nelle prestazioni necessarie alle economie domestiche con i redditi più bassi, come i sussidi cassa malati e gli assegni di complemento."
"La tempistica relativa a questa riforma e gli argomenti legati all’esito della votazione sulla Riforma III dell’imposizione delle imprese sono criticabili" scrive ancora il PS. "Va infatti sottolineato che lo scorso 12 febbraio la netta maggioranza del popolo svizzero ha respinto con decisione la riforma fiscale e che anche il 48,8% dei Ticinesi ha votato in questo senso. Presentare un pacchetto di sgravi fiscali ora, mentre il nuovo progetto di riforma fiscale 17 (PF17) è in consultazione presso i Cantoni è perciò prematuro."
"Il PS è interessato e favorevole ai progressi e alle migliorie in ambito sociale" si legge ancora nel comunicato. "Il fatto che la riforma sociale sia promossa quale contropartita agli sgravi fiscali risulta tuttavia problematico. Gli obiettivi promossi in ambito fiscale sono infatti differenti dalle finalità ricercate attraverso la politica sociale. Quest’ultima risponde a dei bisogni specifici e non può essere accumunata alla politica fiscale, la quale deve assicurare i ricavi con cui lo Stato svolge i suoi compiti. Va segnalata, in tal senso, la sentenza con cui il Tribunale federale (TF) ha annullato la votazione nel Canton Neuchâtel per cui la popolazione, nel 2011, era stata chiamata a esprimersi su una legge che vincolava una legge sull’imposizione delle imprese e un controprogetto a un’iniziativa sull’accoglienza dei bambini."
"Il TF ha sancito che la votazione non permetteva “di garantire l’espressione fedele e libera della volontà degli elettori”, evidenziando che l’unità della materia non fosse rispettata “mancando un rapporto intrinseco tra gli oggetti sottoposti al voto”, la libertà di voto era violata. La Direzione del PS ha perciò l’intenzione di valutare in modo approfondito questa riforma e di consultare la sua base poiché – oltre agli aspetti di merito – pone sin d’ora il problema della violazione della libertà di voto in Parlamento e in seguito anche a livello popolare nel caso di referendum" conclude il PS.
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