
Raoul Ghisletta, capogruppo PS in Gran Consiglio, in un comunicato diramato stamane rende attenti sulla necessità di lottare contro la povertà delle famiglie con figli. Riportiamo qui di seguito il comunicato: In Ticino le famiglie sono aiutate tramite gli assegni di prima infanzia (0-3 anni del figlio) e gli assegni integrativi (fino a 15 anni del figlio): si tratta di interventi importanti e anche pionieristici a livello nazionale. Tuttavia questi assegni cantonali non bastano ancora per evitare il ricorso all’assistenza sociale di numerose famiglie con figli.Dal Rapporto del Consiglio di Stato 27.2.2007 “Valutazione della legge sugli assegni di famiglia” (pag. 23) risulta infatti che “non tutte le famiglie beneficiarie di assegno integrativo raggiungono, dopo il versamento degli stessi, il minimo vitale secondo le soglie dell’assistenza (limiti COSAS) e che vi sono tipologie famigliari maggiormente sfavorite. Si tratta prevalentemente di famiglie monoparentali.” Questi limiti COSAS sono peraltro da considerarsi molto bassi, come più volte dimostrato dagli studi e indicato dai beneficiari stessi, che ricorrono all’assistenza sociale. Il 50% delle famiglie monoparentali e il 10-15% delle famiglie biparentali “hanno una maggiore probabilità di non raggiungere la soglia COSAS dopo il versamento degli assegni.” (pag. 22 del Rapporto citato). Nel dicembre 2005 si trattava di 539 famiglie monoparentali e di 231 famiglie biparentali. E la situazione rischia di peggiorare con il progredire della crisi economica.Gli anziani e gli invalidi sono aiutati tramite le prestazioni complementari, finanziate per 5/8 dalla Confederazione e 3/8 dal Cantone, prestazioni che garantiscono loro un minimo vitale. Per sostenere le famiglie con figli è fondamentale riprendere questo modello, tenendo conto che il costo del primo figlio, specialmente per una famiglia monoparentale, è più elevato di quanto oggi riconosciuto dalla legge sugli assegni di famiglia. Per questo il Partito socialista, dopo aver chiesto con forza l’introduzione degli assegni di base per i lavoratori indipendenti, molti dei quali vivono in condizioni economiche precarie, chiede ora al Consiglio di Stato una modifica della legge sugli assegni di famiglia, che garantisca un minimo vitale a tutte le famiglie con figli. È questa una priorità assoluta per completare il nostro sistema sociale, anche se non dobbiamo nasconderci che ciò comporterà dei costi importanti.Inoltre a breve termine occorrerà anche che Comuni e Cantone finanzino i necessari potenziamenti degli asili nido e dei servizi scolastici, come le scuole dell’infanzia a orario prolungato, le mense nelle scuole comunali e i doposcuola. Siamo convinti in ogni caso che spendere per il sostegno alle famiglie è indispensabile non solamente per la dignità di bambini e ragazzi, ma anche per garantire il futuro demografico della nostra società.
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