
La sala del Cinema Forum di Bellinzona era gremita questa sera. D’altronde il ritrovo era quello delle occasioni importanti: scegliere la strategia elettorale per la lista del Consiglio di Stato per le cantonali 2023. Tra i presenti, circa 200, c’erano anche Pietro Martinelli e Werner Carobbio.
Sposata la linea della direzione
La base del partito ha dovute scegliere tra due proposte: quella della direzione, che ha proposto la formula con due socialisti (una candidatura “forte” e una “giovane”, ovvero della GISO), due verdi e un esponente della società civile. Una formula imprescindibile per siglare un’alleanza con i Verdi. Oppure quella di una minoranza del partito, che ha presentato una mozione che chiedeva di contemplare tre socialisti e due ecologisti. Durante il corso della conferenza, però, la formula 3-2 è stata ritirata e il discorso si è concentrato sulle due candidature socialiste che secondo la minoranza, devono essere entrambe “forti”. Dopo una discussione fiume, durata oltre due ore, la maggior parte dei presenti ha sposato la linea della direzione: 144 voti a favore contro 36. Sulla lista per il Consiglio di Stato comparirà dunque un solo "big".
I co-presidenti
Durante la conferenza, il co-presidente Fabrizio Sirica non ha mancato di lanciare qualche frecciatina. “Va bene estendere la discussione alla base. Ma le modalità hanno creato la sensazione più di una lotta interna che di un sano confronto di idee”, ha sottolineato Sirica. “Oggi si vota sì o no all’alleanza con i Verdi. La candidatura di rinnovamento non vuol dire candidatura debole”, ha puntualizzato Sirica, riferendosi all’esponente dei giovani che dovrebbe essere in lista. Dal canto suo Laura Riget, co-presidente del PS, ha sottolineato che la rinuncia di Greta Gysin “non toglie forza alla nostra strategia".
Bertoli: "Più candidati forti, un massacro"
Il Consigliere di Stato Manuele Bertoli ha appoggiato la linea della direzione: “Il 2-2-1 vuol dire riconoscere i Verdi come componente importante ed è un gesto intelligente. Dobbiamo iniziare a ragionare come fare in termini generali”, ha sottolineato il ministro, riferendosi alla candidatura forte accompagnata da un esponente della GISO. “L’impostazione non è solo per questa elezione, ma anche per le future. Proporre più candidati forti per un posto solo vuol dire andare al massacro”. Dati alla mano, il consigliere di Stato ha poi dimostrato che quando nel PS ci sono state candidature forti a fronteggiarsi, il partito non ha guadagnato in termini elettorali. Umanamente, ha aggiunto, non si era creato un bel clima. “Chiunque uscirà dalle urne, dovrà rispondere a tutti e due i partiti”.
La minoranza
“Siamo pienamente d’accordo all’alleanza con i Verdi”, ha esordito Matteo Muschietti, tra i socialisti che hanno proposto la mozione con la formula 3-2. Salvo poi ritirare la stessa proposta durante la conferenza e concentrarsi sulle due candidature socialiste forti. “Non siamo qui per litigare, ma bisogna ammettere che al nostro interno ci sono sensibilità differenti”, ha aggiunto Evaristo Roncelli, anch’egli tra i promotori della mozione. “Le liste forti aiutano a raggiungere buoni risultati”.

