
Il Tribunale federale ha accolto il ricorso socialista contro l’amnistia fiscale cantonale che era stata approvata dal popolo ticinese il 18 maggio 2014. Lo comunica oggi il PS, definendo l'amnistia fiscale "quel premio agli evasori che la maggioranza del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio ha cercato di imporre andando manifestamente al di là dei limiti costituzionali."
L'amnistia cantonale prevedeva la possibilità per chi ha evaso il fisco di autodenunciarsi, evitando sanzioni, pagando il dovuto dell'ultimo decennio con uno sconto del 70% sulla normale aliquota. Il Cantone prevedeva così di incassare circa 35 milioni di franchi.
"Si chiude così in bellezza questa brutta pagina, che ha visto una maggioranza politica oltrepassare intenzionalmente la soglia della decenza a favore di chi ha rubato soldi alla collettività" commenta il Partito Socialista. "Un’operazione che un Governo e un Parlamento seri non avrebbero mai dovuto promuovere, visto che i problemi giuridici erano stranoti da sempre, ma che invece è andata avanti a colpi di maggioranza, contro la logica e contro le basi fondamentali della giustizia."
"Il PS è stato l’unico partito a dire da sempre NO a questo insulto alla parità di trattamento e oggi ottiene pienamente ragione" scrive il PS con soddisfazione. "Il Tribunale federale, così facendo, bastona un certo modo di fare politica in uso nel nostro Cantone, quel modo che vede le maggioranze piegarsi di fronte agli interessi forti, andando addirittura oltre i limiti della carta fondamentale approvata dal popolo sovrano."
"Il Partito Socialista ribadisce in questa occasione anche la sua posizione sul cosiddetto “fondo per il lavoro”, che sarebbe dovuto nascere con i soldi dell’amnistia fiscale" si legge ancora nel comunicato stampa. "Il fondo è utile e quindi va creato comunque, se necessario facendo capo agli introiti derivanti dall’autodenuncia esente da pena in vigore da anni, senza condizionarne la realizzazione a un’operazione incostituzionale come la defunta amnistia fiscale."
"Come noi avevamo previsto, l’autodenuncia fiscale esente da pena, o mini amnistia fiscale federale, ha avuto successo" prosegue il PS. "Infatti sono 440 le persone che l’anno scorso hanno fatto emergere i propri capitali occulti: quasi il doppio del 2013, per un totale di 780 milioni. Per il Ticino questo significa, a partire dal 2010, un introito per le casse pubbliche pari a 170 milioni. Questi soldi possono essere utilizzati anche per creare il “fondo per il lavoro” e sostenere l’occupazione in Ticino."
"Immaginare invece di condizionare un intervento per il lavoro a un progetto ingiusto come l’amnistia cantonale, foriero di privilegi evidenti per pochi, che mai sarebbe dovuto essere presentato, sarebbe una beffa per chi si aspetta dalla politica interventi seri nel settore occupazionale, non ricatti politici a favore degli interessi di alcuni" conclude il PS.
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