Cerca e trova immobili
Ticino
PS, chi viene e chi va
Redazione
11 anni fa
Continua la bagarre in casa socialista, intanto iniziano a circolare altri nomi di papabili al Consiglio degli Stati

Chi lo sa se il detto “Non c’è due senza tre” dice il vero oppure no. In casa socialista staranno incrociando le dita perché dopo l’addio alla presidenza di Saverio Lurati, anche il candidato in pectore al consiglio degli Stati Jacques Ducry, ha preso la porta. E la resa dei conti non è ancora finita. Anzi. Forse, è soltanto iniziata.

Lurati non parla, ma ha fatto capire molto bene che anche l’umana pazienza ha un limite e la sua è davvero finita. Che il clima in direzione non fosse dei più distesi era cosa nota. Che ci fossero alcuni che caldeggiavano una nuova presidenza anche. Che l’idea di candidare un ex liberale radicale non piacesse ad altri pure. Che dire: sembrano passati mesi da quando Ducry era stato designato a furor di popolo in comitato cantonale.

Invece era soltanto una manciata di giorni fa. Pochi giorni che, sostengono alcuni, sono bastati ai ferocemente contrari per sabotarla. Ma attenzione: l’ultima parola potrebbe non essere ancora stata scritta. La sezione di Lugano, tanto per fare un esempio, potrebbe tornare a proporre quel nome che il 19 aprile era stato il più votato.

Se un margine di manovra per convincere Ducry a cambiare idea esiste o vedremo a giorni. Intanto però in quella che ogni giorno che passa assomiglia sempre più ad una guerra senza quartiere, altri nomi hanno iniziato a circolare. Di nuovo quello di Marina Carobbio, tanto per fare un esempio. O ancora quello dell’ex consigliere nazionale Fabio Pedrina. Designato il candidato in corsa per gli Stati non resterà che cercare di ricucire con l’MPS, decidere se congiungersi con i Verdi di Savoia oppure no, stabilire se il partito è a favore o contrario alla libera circolazione, cercare di bloccare l’erosione di consensi, riportare la pace in direzione e placare il malumore che circola tra i militanti. Tenendo sempre presente che il detto non c’è due senza tre potrebbe essere vero. O magari no.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata