
Il partito socialista "prende atto della brusca svolta che ha avuto oggi la vicenda gestionaria che coinvolge l’Azienda elettrica ticinese, separatasi a fine estate dal suo ex direttore oggi indagato ed arrestato per reati che sarebbero stati commessi nell’ambito delle sue funzioni presso AET". Per il PS ticinese "il CdA dell’azienda sembra quindi aver individuato per tempo i problemi che oggi vengono alla luce ed aver reagito in maniera adeguata per difendere gli interessi dell’azienda pubblica". Indipendentemente dalla vicenda penale, il PS si augura che "questa svolta possa finalmente permettere ad AET di ritrovare la tranquillità che si merita. Lo chiedono i suoi collaboratori e lo deve pretendere anche la politica, che invece di sollevare polveroni deve sciogliere i nodi politici ancora irrisolti in questo ambito, come la mancanza del piano energetico, la legge cantonale di applicazione della LAEl, lo stop o il nulla osta all’operazione carbone in Germania, lo stop o il nulla osta alle riversioni Calcaccia e Morobbia...".Il PS, che pure non è mai stato tenero con AET ed alcune sue scelte strategiche, torna poi "a denunciare l’atteggiamento irresponsabile della Lega dei ticinesi contro l’azienda, arrivato ormai alla calunnia gratuita, e chiede alle altre forze politiche e al Consiglio di Stato di finalmente reagire. Il Governo deve risolvere il problema del completamento del CdA, da tempo bloccato dai capricci leghisti, ed il Parlamento deve risolvere il problema del funzionamento della Commissione di controllo su AET, da tempo sabotata da Rodolfo Pantani. Non intervenire significa farsi compartecipi di una situazione inaccettabile da molti punti di vista". Il PS si augura infine che il CdA di AET "sappia individuare al più presto un nuovo direttore o una nuova direttrice capace e competente, una personalità all’altezza del compito che le verrà assegnato. Un errore su questa scelta potrebbe essere fatale per l’azienda".
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