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Provetta contaminata da HIV al San Giovanni
Provetta contaminata da HIV al San Giovanni
Provetta contaminata da HIV al San Giovanni
Redazione
9 anni fa
“Nessun paziente ha mai corso alcun rischio” spiega l’Ente Ospedaliero Cantonale che intende vederci chiaro sull’intera vicenda

Per un attimo si è pensato che un paziente avesse contratto l’HIV ma alla fine si è scoperto il contrario. Il fatto che promette di far discutere, si è verificato quasi un anno fa all’Ospedale San Giovanni di Bellinzona, ma se ne viene a conoscenza solo ora.

Una provetta contenente il sangue di un paziente è stata contaminata dal virus nel laboratorio del nosocomio. In un primo momento come detto l’ospedale ha pensato che il paziente avesse contratto il virus. Stando a nostre informazioni, solo in seguito, grazie ad una seconda analisi avvenuta poco tempo dopo si è scoperto che il paziente non aveva contratto l’HIV.

Ma il paziente è stato informato dell’esito delle prime analisi che confermavano la presenza del virus? Su questa precisa domanda l’Ente ospedaliero cantonale non si esprime ma ci conferma la notizia della contaminazione.

Per l’EOC si è trattato di un evento eccezionale. L’ospedale ha stabilito che l’esito falsamente positivo - così viene definito - della prima analisi è dovuto ad una contaminazione avvenuta in laboratorio. Prima di giungere a questa conclusione continua l’ente, sono state esplorate e in seguito escluse, tutte le altre ipotesi possibili, compresa quella di uno scambio d’identità.

L’EOC tiene comunque a sottolineare che nessun paziente ha mai corso alcun rischio, visto che l’evento si è verificato durante la fase di analisi in laboratorio, e subito dopo è stata eseguita una seconda analisi.

L’intera vicenda stando a nostre informazioni non ha comunque mancato di suscitare alcuni dubbi in seno al Consiglio di amministrazione dell’EOC che ha avviato delle indagini interne per comprendere come possa essersi verificato un caso simile.

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CFini

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