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Prove generali per Alptransit
Prove generali per Alptransit
Prove generali per Alptransit
Redazione
11 anni fa
A Giubiasco prove di sicurezza in vista dell’apertura del tunnel ferroviario più lungo del mondo

Sono le 6 di mattina del 2 dicembre 2015. I sistemi di sicurezza della ferrovia segnalano quasi simultaneamente due eventi. Il deragliamento di un convoglio di 15 vagoni, lungo 510 metri e carico di merce pericolosa, al km 222. La linea di contatto tra Faido e Sedrun è completamente interrotta ed è stata accertata una fuoriuscita di liquidi, anche se per il momento non è segnalato alcun incendio. Poco dopo, al km 238, il secondo evento: un altro deragliamento, stavolta di un treno passeggeri con a bordo circa 600 persone. Molti viaggiatori sono intrappolati e non possono muoversi: tra di loro una comitiva di portatori di handicap su sedia a rotelle, e due consiglieri nazionali. Non ci sono per il momento feriti o vittime.

Questo è il contesto presentato stamattina, in occasione dell’esercitazione dello Stato Maggiore di condotta cantonale (SMCC) svolta nel Centro di formazione della polizia cantonale a Giubiasco. A confrontarsi con l’emergenza simulata sono stati rappresentanti della polizia, dei pompieri, dei servizi della sanità pubblica, della Protezione civile e delle FFS, diretti dal Comandante della polizia cantonale Matteo Cocchi.

In un clima di lavoro serio e costruttivo, gli enti coinvolti hanno svolto i compiti che sarebbero di loro competenza in una situazione critica come quella presentata. Al termine della giornata formativa sono stati analizzati i punti forti e le debolezze messi in evidenza di tutti i servizi, così come i processi di condotta. L’esercizio – organizzato dai responsabili delle FFS in collaborazione con l’Ufficio federale della protezione della popolazione – mirava infatti a verificare l’adeguatezza dei piani d’intervento preparati in vista dell’apertura del tunnel di base AlpTransit Gottardo, prevista nel mese di dicembre 2016.

L’esercitazione ha inoltre permesso di consolidare il sistema di collaborazione tra i diversi componenti dei partner chiamati a intervenire in caso di emergenza e le tecniche di lavoro all’interno dello Stato maggiore. Oltre ai settori impegnati nelle operazioni di prima linea è stato possibile esercitare la cellula di comunicazione di crisi: comunicare in modo organizzato e disciplinato è infatti fondamentale di catastrofe. 

L’importanza dell’esercitazione è stata rilevata anche dalla visita, durante la mattinata, di una delegazione del Consiglio di Stato.

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