
Prove di dialogo questa mattina a Palazzo delle Orsoline tra il Consiglio di Stato e i sindacati. Una riunione per tornare a parlarsi dopo la battaglia sulla revisione della Lord e della legge stipendi, bocciata dal popolo e per rimettere in marcia i molti cantieri ancora aperti nel rapporto tra Cantone e dipendenti pubblici. “Contiamo di poter discutere nuovamente sulla Lord e legge stipendi partendo dai punti convergenti, ma affrontando anche i punti più controversi. L’intenzione è quella di continuare con il dialogo” ha detto il presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini al termine dell’incontro durato quasi due ore. “Vogliamo dialogare con il Governo. Ora bisogna metter mano alla legge stipendi per i dipendenti dello Stato. Chiediamo l’introduzione della settimana lavorativa di 40 ore, e l’adeguamento delle classi salariali” ha dichiarato Lorenzo Jelmini per l’OCST. Se sulla Lord le convergenze non mancano, sugli stipendi ci vorrà più tempo per trovare una soluzione condivisa. Ma l’altro tema che sta trascinando Governo e sindacati a un nuovo muro contro muro è quello della Cassa Pensioni dei dipendenti dello Stato. E se l’OCST lascia spiragli al dialogo, il VPOD per il momento non sembra intenzionato a scendere dalle barricate. Per il segretario del VPOD Raoul Ghisletta il clima attualmente è tutt’altro che sereno. “Il risanamento voluto da Laura Sadis è penalizzante nei confronti dei lavoratori e dei pensionati. Inoltre da Berna proprio ieri sono arrivate indicazioni che puntano a una copertura dell’80% nei prossimi anni delle casse pensioni pubbliche. In Ticino invece si continua a pensare a una copertura del 100%”. Luigi Pedrazzini auspica che si trovi una soluzione “anche perché il tema della Cassa pensioni riguarda un importante sforzo economico dello Stato: il denaro per il risanamento è pubblico quindi interessa tutta la popolazione. Non vorrei che il dibattito si radicalizzi”. [email protected]
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