
Dopo il fallimento delle trattative, ieri a Zurigo, tra sindacati e Swissmem - l’associazione padronale di categoria - oggi la direzione della Trasfor assieme ai rappresentati di UNIA e di OCST hanno convocato a porte chiuse l’assemblea del personale. Un assemblea nella quale si è deciso di ripristinare la commissione aziendale che lo scorso 8 febbraio durante la giornata di sciopero aveva dato le sue dimissioni. “È primo passo avanti concreto per trovare una soluzione locale a breve termine”, ha commentato Giovanni Scolari dell’OCST, nonostante a livello nazionale le trattative siano di fatto fallite. “Di fronte alla proposta della direzione non ci siamo opposti”, hanno commentato i sindacati, pur ribadendo la necessità di una soluzione a breve termine. cosa significa? In soldoni, che alcuni operai della Trasfor continueranno a lavorare gratis mezz’ora al giorno in più. In attesa di una soluzione. La pace del lavoro insomma è garantita, ma l’ombra di uno sciopero è dietro l’angolo perché sindacati non sono disposti a attendere le calende greche. Intanto la questione ha imboccato anche un’altra strada, quella del tribunale arbitrale, dispositivo al quale i sindacati hanno fatto appello. Il tribunale ora dovrà valutare se il provvedimento anticrisi delle 2 ore e mezza settimanali non pagate a cui ha fatto appello la Trasor viola o meno la Convenzione dell’industria. Una sentenza il cui valore rischia di scombussolare il mondo economico ticinese perché introdurrebbe la possibilità del lavoro gratis in caso di crisi. Insomma, secondo i sindacati la misura anche se straordinaria supera i confini della Trasfor.
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