
L'affarista milanese Alessandro Proto, espulso dalla Svizzera lo scorso 17 novembre su decisione della Segreteria dello Stato di migrazione (SEM), torna a farsi sentire pubblicamente e tramite un comunicato ai media fa sapere di voler tornare in Ticino. "Sono contento dell'espulsione che mi è stata data dal Canton Ticino. Ho due figli che abitano lì e sono davvero contento che il loro futuro e la loro incolumità è vigilata da persone come Norman Gobbi e altri componenti della SEM che sono così ligi e attenti alla sicurezza cantonale".
Proto è convinto che presto potrà però ricongiungersi ai suoi figli: "Seppure amareggiato per non poterli vedere come vorrei sono sicuro che la valutazone su di me da parte delle autorità verrà ribaltata, dandomi la possibilità di poter rientrare ripristinando i miei diritti di uomo".
L'affarista italiano si complimenta inoltre con le autorità ticinesi, per aver "sventato una strage alla Scuola Cantonale di Commercio di Bellinzona" e conclude il suo messaggio parlando del suo "fiorente" business in Italia: "La vita va avanti anche fuori dal Canton Ticino ovviamente e la mia attività non ha risentito minimamente di questo colpo inflittomi dalle autorità del posto. So che molti vorrebbero vedermi a terra ma come si evince dal seguito che ho sui social e da altro, per il momento sono ancora focalizzato sul mio business e sono orgoglioso di lottare per salvare un'azienda storica del Made in Italy per la quale abbiamo già un piano di rilancio che prevede di spostare una parte della attività produttiva in Canton Ticino, manetendo comunque ovviamente il cuore e tutti gli attuali dipendenti in Toscana".
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