
Alessandro Proto resta in carcere. L'istanza di domiciliari presentata dal 44enne milanese è stata infatti respinta visto che non aveva ancora risarcito i 130mila euro sottratti con l'inganno da febbraio ad aprile del 2019 a una malata di cancro. Non appena avrà risarcito la donna - riferisce il Corriere di Como - verrà inoltra dato il via libera al patteggiamento. Proto, dunque, ha scelto la via del rito abbreviato.
L’accusa promossa dalla Procura lariana è quella di truffa pluriaggravata e autoriciclaggio. Il suo arresto risale alla metà di giugno e aveva fatto seguito a una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dalla Procura e accolta dal giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti.
Proto, lo ricordiamo, aveva finto di essere in gravi difficoltà economiche dopo la morte della figlia piccola proprio per tumore e aveva chiesto un prestito – in vari e successivi versamenti – di 50mila euro.
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