
L’inchiesta, la polizia, l’ha chiamata "Pécs". Che è il nome di una città ungherese. E ha portato in carcere tre persone.L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore pubblico Nicola Respini. E ha permesso di stabilire che tre persone - una 24enne e un 29enne residenti nel Mendrisiotto e un 22 enne ungherese nel suo paese - hanno accompagnato una 18enne ungherese dall’Ungheria al Ticino. Dopodiché l’hanno alloggiata in un noto postribolo del Mendrisiotto, la Taverna dei Pini di Melano. Questo il loro obiettivo: farla prostituire e sfruttarla economicamente. Ma grazie alla segnalazione di alcune prostitute regolari è intervenuta la polizia. A fine ottobre la buoncostume ha fatto un blitz in due appartamenti di Mendrisio e i tre sono stati fermati. E, dopo la conferma del GIAR, sono stati arrestati e denunciati per tratta di esseri umani e promovimento della prostituzione. La 18enne, al termine degli interrogatori, è invece stata rimpatriata. E in Ungheria è stata consegnata alle autorità del suo paese, dove potrà beneficiare dello statuto di vittima di tratta di esseri umani e sarà dunque affidata agli organi preposti all’assistenza di tali persone.
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