
Correva il mese di gennaio 2013 quando il consigliere di Stato Norman Gobbi presentò pubblicamente la nuova Legge sull'esercizio della prostituzione, approvata dal Governo in sostituzione del precedente testo risalente al 2001.
In teoria la legge avrebbe dovuto essere approvata anche dal Gran Consiglio ed entrare in vigore. Ma l'iter si è dimostrato ben più travagliato e ancora oggi, a ormai quasi quattro anni di distanza, non si intravvede alcuna via di uscita.
Lo sottolinea il Corriere del Ticino in un articolo odierno, nel quale riferisce di un nuovo inciampo sul cammino della legge. Come noto, a seguito delle criticità emerse durante i lavori della speciale sottocommissione della Legislazione chiamata a esaminare il disegno di legge, nel novembre 2015 il Governo aveva presentato un documento aggiuntivo volto a sbloccare il dossier. Si pensava che da allora la strada sarebbe stata in discesa, invece i nodi non sono ancora stati sciolti. E nel frattempo, come dicevamo, è giunto un nuovo inciampo, ovvero il modello di Legge sulla prostituzione adottato dal Canton Friburgo.
La sottocommissione presieduta da Giorgio Galusero (PLR) ha evidenziato alcune differenze tra il modello ticinese e quello friburghese e vuole quindi approfondire alcuni aspetti. Lo farà durante la sua riunione di domani e il prossimo 22 novembre, quando è prevista un'audizione con il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Al consigliere di Stato verrà chiesto di spiegare per quali motivi il nostro Cantone abbia deciso di prendere provvedimenti diversi rispetto a quelli di Friburgo. Si spera possa essere un incontro chiarificatore. Ma quel che è chiaro a tutti gli osservatori è che il travagliato parto della nuova legge è ancora ben lontano dalla sua conclusione.
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