
Sì alla prostituzione anche negli appartamenti ma solo a determinate condizioni. Va in questa direzione la nuova legge che il Cantone si prepara a varare per mettere ordine nell'attività del sesso a pagamento. Un messaggio che, quando verrà licenziato, dovrà comunque ancora passare al vaglio del Gran Consiglio. Se Ginevra ha optato per i quartieri a luci rosse e Zurigo per le strade, il Ticino sembra dunque intenzionato a concedere il diritto di esercitare il sesso a pagamento all'interno di palazzine esclusivamente riservate a tale pratica ma anche all'interno di singoli appartamenti, rispondendo così alle preoccupazioni di chi temeva che, autorizzando la prostituzione soltanto nei palazzi ad hoc, come ad esempio quelli di Pazzallo, si sarebbe corso il rischio di ghettizzare il fenomeno. La prostituzione negli appartamenti dunque non viene demonizzata. Certo però, andrà controllata, non dovrà sfuggire alle verifiche della polizia per non prestare il fianco allo sfruttamento delle ragazze. Ma una condizione importante che si sta valutando di ancorare nella legge, è che questi appartamenti non sorgano nelle zone residenziali bensì nelle cosiddette zone miste: spetterà dunque ai municipi autorizzare o meno la prostituzione all'interno di quei comparti. Sembra dunque delinearsi in questo modo lo scenario della prostituzione in Ticino. Da diversi mesi il Cantone cerca di fare ordine agendo su due livelli: la politica, dotandosi di una nuova legge per regolamentare il settore. La giustizia, contrastando i fenomeni criminali che ruotano attorno alla prostituzione illegale con una serie di interventi puntuali nell'ambito dell'inchiesta denominata Domino. Interventi che finora hanno portato alla chiusura di oltre 20 locali.La notizia è stata anticipata da TeleTicino.Matteo Bernasconi
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