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Ticino
Prostituzione, il Cantone sconfessa Lugano
Redazione
12 anni fa
Il Municipio aveva rilasciato la licenza per uno studio di massaggi in pieno centro. Ma il Consiglio di Stato l'ha annullata

Non vedrà la luce il salone di massaggi erotici previsto in pieno centro a Lugano, malgrado in un primo tempo sia il Dipartimento del Territorio che il Municipio di Lugano avessero dato il loro benestare. Cantone e Tram hanno infatti bocciato il progetto.

Ricapitoliamo i fatti. L'anno scorso il Municipio di Lugano, dopo un preavviso favorevole del Dipartimento del Territorio, aveva rilasciato la licenza edilizia per l'apertura di uno studio di massaggi a carattere dichiaratamente erotico in un appartamento al primo piano di una palazzina di Viale Franscini.

La domanda di costruzione parlava di un un locale dotato di un accesso separato al pian terreno e costituito da 3 locali "cabine" con doccia/vasca e lavabo, servizi, una reception e sala d'attesa, nonché un ufficio con spogliatoio, per tre massaggiatrici e una ricezionista. Il tutto per un'affluenza prevista di circa 30/40 visitatori al giorno.

Ma i proprietari di due palazzi confinanti hanno chiesto l'annullamento della licenza, e ottenuto ragione presso il Consiglio di Stato.

E anche il Tram, su ricorso dei promotori dello studio di massaggi, ha confermato l'annullamento della licenza. Il tribunale ha ricordato che il regolamento edilizio della Città stabilisce che "laboratori, industrie, depositi, ecc,. molesti per rumore, scosse, esalazioni, odori o altre cause non possono essere costruiti o collocati nel territorio giurisdizionale del Comune."

Nella sentenza si legge che "non è affatto fuori luogo ritenere che l'insediamento di un salone di massaggi erotici a diretto contatto con questo comparto prevalentemente destinato alla residenza turbi in modo inammissibile la sensibilità di chi vi abita, pregiudicando la buona reputazione dell'intero quartiere, essenzialmente tranquillo, situato accanto alla Villa Saroli ed al noto parco aperto al pubblico. (...) Le conclusioni alle quali il Municipio è pervenuto rilasciando la licenza edilizia non appaiono sostenibili."

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