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Ticino
Prostituzione, Gobbi scrive ai Comuni
Redazione
12 anni fa
Nella lettera le "istruzioni per l'uso" per rendere esecutive le decisioni concernenti la cessazione dell’attività non autorizzata

"Il tema della prostituzione, assai controverso per le sue implicazioni morali, culturali e di ordine pubblico, è regolarmente ripreso e trattato dagli organi d’informazione del nostro Cantone." Inizia così il comunicato del dipartimento delle Istituzioni, che, viste le tante sollecitazioni recenti ha deciso di prendere carta e penna e scrivere ai Comuni. 

Sempre più di frequente, i Municipi si rivolgono infatti puntualmente al Dipartimento delle istituzioni e alla Sezione TESEU (Tratta esseri umani) della Polizia cantonale per ottenere informazioni concernenti le procedure per poter intervenire nel caso nonesistano le condizioni per l'esercizio della prostituzione.

Ancora di recente la Direzione dipartimentale e i rappresentanti della Sezione TESEU hanno incontrato una delegazione del Municipio di Bodio per fornire loro informazioni in tal senso. Sulla base di quanto discusso durante l’incontro la Polizia cantonale ha reso esecutiva la susseguente decisione municipale di interrompere l’attività del meretricio, apponendo i sigilli ai locali non in regola con le norme pianificatorie. 

In quest’ottica, in base a quest’esperienza e ai casi precedenti ripresi ampiamente anche dai media ticinesi (Monteceneri e Lumino) il Dipartimento delle istituzioni ha deciso di inviare a tutti i Comuni ticinesi una lettera in cui fornisce una serie di indicazioni utili per rendere esecutive le decisioni municipali concernenti la cessazione dell’attività non autorizzata. Peraltro, tale proposta è valida per tutte le attività non conformi alle vigenti norme pianificatorie e in materia di licenze edilizie.

"Per facilitare il compito ai Municipi - recita il comunicato - sono state riassunte le fasi della procedura da adottare. Le informazioni sono state raccolte grazie all’ampia e consolidata giurisprudenza di cui, in seguito alle numerose procedure ricorsuali, dispone l’Autorità cantonale."

La lettera contiene infatti una sorta di ABC ad uso degli esecutivi, in modo da uniformare l'agire delle autorità. 

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