
"Anche io sento la base. Non vivo in una torre d’avorio e ho parecchi contatti con tanti socialisti in tutto il cantone. Ma quello che sento io è un tipo di approccio positivo". Così oggi il presidente del PS ticinese Manuele Bertoli, ai microfoni di Radio 3iii, replica alle dichiarazioni rilasciate ieri a Teleticino da Marina Carobbio. "Anche a me che sono sempre a Berna - ha dichiarato la consigliera nazionale socialista - sono giunte legittime preoccupazioni e legittimi disappunti dalla base sulla nascita di Incontro democratico". Il malcontento - ricordiamo - è generato dalla mossa del vertice socialista guidato dal presidente Manuele Bertoli, dalla vicepresidente Pelin Kandemir Bordoli e dal capogruppo Raoul Ghisletta, di creare – con diversi esponenti radicali – l’associazione Incontro democratico. Ma pure dal mancato coinvolgimento della base nell’operazione e dalla richiesta interna di un riposizionamento a sinistra da parte del partito. Franco Cavalli, Anna Biscossa e una trentina in tutto tra esponenti politici cantonali, municipali e rappresentanti della società civile socialisti si stanno organizzando in un gruppo denominato Prospettive socialiste e pensano ad un appello da presentare al congresso cantonale in agenda il 27 marzo prossimo. "Ma finché non c’è nulla di concreto – commenta Bertoli – non so cosa dirle. Il fatto che si vogliano creare dei gruppi di riflessione non è comunque una novità". La tensione comunque, all'interno del PS, sta salendo. E c’è chi pensa che nel partito si stiano insinuando delle crepe. Non il presidente, che fa il pompiere. “Crepe? Non credo. Spero proprio di no. Sarebbe come cedere ad una serie di dietrologie che stanno facendo altri. Tanto è vero che voi media avete parlato poco di quello che è Incontro democratico lasciando spazio alle dietrologie. Che sono tutte fandonie. E sono storie che non stanno né in cielo, né in terra”."Incontro Democratico? Si poteva farlo con modalità diverse", commenta infine il deputato Saverio Lurati. "Non credo comunque che le fratture nascano da iniziative del genere. Basta essere chiari sugli obiettivi. Anche se, personalmente, faccio fatica a capire un avvicinamento del PS all’ala radicale del PLR. Ora mi dite che è nato anche Prospettive Socialiste? Bè, così invece di risolvere i problemi del Ticino ci si perde nelle beghe interne. A me nessuno ha chiesto di aderire all’uno o all’altro gruppo. Sono e rimango un sindacalista prestato alla politica. Mi interessano prima di tutto i lavoratori e i loro problemi". [email protected]
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