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Ticino
Prosciolto Zimmerli, pena dimezzata per Brunett!
Redazione
12 anni fa
Clamorosa sentenza della Corte di appello e di revisione penale di Locarno

"Questa sentenza è una vergogna!" aveva tuonato l'ex direttore di AET Reto Brunett, dopo che il giudice Claudio Zali lo aveva condannato a 2 anni e 9 mesi di carcere, di cui 8 mesi da espiare, per infedeltà nella gestione pubblica.

Insieme a lui anche l'ex proprietario della ZET, Roland Zimmerli, era stato condannato, a due anni sospesi.

Entrambi avevano annunciato di voler ricorrere in appello.

Detto fatto, oggi è giunta la sentenza della Corte di appello e di revisione penale di Locarno, formata dalla presidente Giovanna Roggero-Will e dai giudici Damiano Stefani e Giovanni Celio, che ha statuito sui loro ricorsi a seguito del dibattimento svoltosi lo scorso mese di marzo.

Ebbene, Zimmerli è stato prosciolto da ogni capo d'accusa, mentre a Brunett è stata confermata solo una parte delle imputazioni, così che la sua pena è stata ridotta a 12 mesi di detenzione, oltre a una pena pecuniaria di 60 aliquote, entrambe sospese per un periodo di prova di 2 anni.

La Corte d’appello ha riformato su più punti il primo giudizio, che ha trovato conferma piena soltanto limitatamente al proscioglimento degli imputati dall'accusa di truffa e di corruzione, proscioglimento che si imponeva, mancando con evidenza gli elementi costitutivi dei reati. Nei confronti di Brunett la Corte d’appello ha, poi, ridimensionato notevolmente (quasi della metà, rispetto a quelli imputati) il numero dei singoli comportamenti costitutivi di reato.

Tenuto conto dell’assoluzione integrale di Zimmerli la Corte ha stabilito in suo favore un'indennità di fr. 86'000.–, di cui fr. 68'800.– a carico dello Stato e fr. 17'200.– a carico di AET. Dalla contesa giudiziaria Brunett esce solo parzialmente assolto. L'indennità a suo favore è di conseguenza limitata a fr. 43'000.–, di cui fr. 34'400.– a carico dello Stato e fr. 8'600.– a carico di AET.

AET, in un comunicato stampa, sostiene di aver preso atto della sentenza e di volerne valutare le motivazioni unitamente ai propri legali, prima di decidere i passi da intraprendere. Anche il procuratore generale John Noseda sta valutando se ricorrere o meno alla sentenza della Corte di appello. 

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