
È stato prosciolto il cittadino italiano, gestore del locale Calypso 2 di Ponte Cremenaga. "È noto - ha dichiarato ieri il giudice Damiano Stefani - che in quel locale circolano delle prostitute, ma non è un dovere legale dell’imputato verificare se hanno i permessi di lavoro o no; in futuro, comunque, dovrà cercare di fare più attenzione". L’uomo, patrocinato dall’avvocato Marco Garbani, era accusato dei reati d’infrazione e contravvenzione alla legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri per aver impiegato, secondo gli inquirenti, almeno dodici donne che esercitavano abusivamente la prostituzione e di aver favorito il loro soggiorno illegale in Svizzera. Inoltre durante un blitz della polizia, è risultato che tre di loro non erano in regola.L'uomo, dal febbraio, 2007 era responsabile del bar e dell'affitto delle camere (sopra il locale pubblico) al Calypso 2. Camere affittate a straniere prevalentemente dell'Est che servivano per esercitare la prostituzione. L’imputato, esercente da una ventina d’anni, ha sottolineato in aula che "l’unico legame che queste donne hanno con me è il pagamento della pigione". Insomma, quello che capita nella camere, non è affare suo. Di parere diverso invece la procuratrice pubblica Chiara Borelli, che ha proposto nei confronti dell'uomo una pena pecuniaria sospesa di 8100 franchi più una multa di 3.000 franchi. Inoltre la pp Borelli ha sostenuto che affittare camere non è altro che "un paravento che rende tutto lecito". E ha proseguito: "Non si può continuare a punire solo le ragazze mentre i gerenti sono protetti dalla notifica". La procuratrice pubblica ha annunciato di far valere le sue ragioni in Cassazione e, se necessario, pure al Tribunale federale.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

