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Prosciolto Cheda: "Non fu caporalato"
Prosciolto Cheda: "Non fu caporalato"
Prosciolto Cheda: "Non fu caporalato"
Redazione
9 anni fa
La Procura non aprirà un procedimento nei confronti del fondatore della Scuola di giornalismo di Bellinzona

Il fondatore della Scuola di giornalismo di Bellinzona, Matteo Cheda, comunica oggi che il Ministero pubblico ticinese ha rinunciato ad aprire un procedimento penale nei suoi confronti per le accuse di usura e concorrenza sleale.

Come forse ricorderete, Cheda si era autodenunciato per "caporalato" lo scorso 14 aprile, a seguito di una segnalazione ricevuta dal sindacato OCST. Ma dopo i dovuti accertamenti, la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti ha ritenuto che non vi sono gli elementi per andare oltre.

"La Scuola di giornalismo, nata nel 2015, è non profit e la frequenza è gratuita" spiega Chieda in un comunicato odierno. "Ogni allievo riceve una piccola retribuzione per 12 mesi più l’abbonamento ai mezzi pubblici. L’importo è identico, indipendentemente se l’allievo va a scuola o se lavora a titolo volontario. I datori di lavoro versano alla scuola il valore della prestazione fornita dagli allievi. Gli allievi che durante i 12 mesi lavorano a titolo volontario finanziano quindi il salario e la formazione agli altri allievi."

"Due allievi che dopo tre mesi avevano trovato lavoro grazie alla Scuola di giornalismo si erano rivolti all’OCST ritenendo ingiusto tal metodo di finanziamento" prosegue Cheda. "Il sindacato aveva quindi chiesto al nuovo datore di lavoro di versare agli allievi il valore della prestazione da loro fornita (e non alla scuola come previsto contrattualmente). Nel caso contrario, il sindacato avrebbe reso pubblica la vicenda, ritenuta di “caporalato”."

"Il nuovo datore di lavoro era propenso ad accettare la richiesta dell’OCST. E questo senza alcuna decisione giudiziaria" spiega ancora Cheda. "La mattina del 14 aprile (Venerdì Santo), in un incontro in uno studio legale di Lugano, il nuovo datore di lavoro aveva quindi comunicato a Cheda la sua intenzione di non versare i soldi alla scuola, come previsto contrattualmente, ma al sindacato (a cui gli allievi avevano dato procura di agire in loro nome)."

"Cheda ha rifiutato la proposta" si legge nel comunicato. "Appena uscito dallo studio legale, si è presentato al Ministero pubblico per segnalare il fatto. Una comunicazione che, secondo la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, corrisponde ad “autodenuncia” e come tale è stata verbalizzata. Dopo le feste pasquali, Cheda ha reso pubblica la vicenda."

"Interpellato dai giornalisti, il sindacato OCST non aveva rilasciato alcuna dichiarazione" scrive ancora Cheda. "Un particolare insolito che aveva insospettito il futuro datore di lavoro dei due allievi. Fino a quel punto infatti il sindacato minacciava di rendere pubblica la vicenda di “caporalato”, in caso di mancato pagamento della somma controversa. Poi, improvvisamente, il silenzio. Nemmeno di fronte all'autodenuncia pubblica di Cheda, l’OCST aveva rilasciato commenti alla stampa."

"Per evitare rischi, il futuro datore di lavoro dei due allievi ha quindi chiesto alla Pretura il deposito giudiziale della somma dovuta alla Scuola di giornalismo e contestata dal sindacato" conclude Cheda. "Ora il giudice dovrà stabilire se versare l'importo agli allievi (come chiede l’OCST) oppure alla scuola."

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