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Proposta una tassa sui soldi trasferiti all'estero dai migranti
Proposta una tassa sui soldi trasferiti all'estero dai migranti
Proposta una tassa sui soldi trasferiti all'estero dai migranti
Redazione
8 anni fa
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di valutare la nuova proposta del Governo italiano

Il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri è tornato alla carica sul tema del denaro inviato all'estro dai richiedenti l'asilo (vedi articoli suggeriti) proponendo al Consiglio federale di valutare la nuova proposta del Governo italiano di tassare questi flussi di denaro nell’ottica di una possibile applicazione anche in Svizzera.

"Ogni anno i cittadini stranieri residenti in Svizzera trasferiscono all’estero parecchi miliardi di Fr. Le stime al proposito variano. Come ha precisato il Consiglio federale nella sua presa di posizione sul postulato 17.3066, nel 2015 i soldi trasferiti nel paese d’origine dagli immigrati in Svizzera venivano valutati tra i 7 e gli 8.6 miliardi di Fr (calcoli basati sul numero di stranieri residenti nel nostro Paese). Si ritiene che oltre un quarto di questa cifra, ossia oltre 2 miliardi, venga trasferito al di fuori degli Stati OCSE", scrive Quadri nell'interpellanza inoltrata oggi al Consiglio federale.

"In questa stima non sono compresi eventuali versamenti effettuati da stranieri che non sono considerati come lavoratori, in particolare quelli a carico dell’assistenza sociale. Il sospetto è evidentemente che anche una parte di questi aiuti sociali venga inviata all’estero: ciò costituirebbe una beffa ai danni dei contribuenti elvetici ed implicherebbe un obbligo di revisione al ribasso di tali contributi. Il CF non ha voluto approfondire questo tema richiamandosi alla difficoltà dell’operazione ed alla mancanza di dati".

"Di recente il governo italiano ha da parte sua stimato a 5.5 miliardi di euro all’anno i trasferimenti all’estero. L’80% di questo flusso avrebbe come destinazione dei paesi extraeuropei. L’intenzione del governo italiano è quella di prelevare un 1.5% da questo 80%, ciò che porterebbe nelle casse pubbliche italiane 62 milioni di euro all’anno. Una soluzione analoga sarebbe interessante anche per la Svizzera; le entrate che ne deriverebbero potrebbero essere utilizzate per finanziare misure a sostegno dell’occupazione dei cittadini svizzeri, specie nelle regioni più sfavorite, a partire da quelle di frontiera, il cui mercato del lavoro è compromesso a causa della libera circolazione delle persone", conclude Quadri nel sottoporre la sua proposta al Governo.

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