
Nei giorni scorsi la Corte di appello e di revisione penale ha respinto l'appello presentato dal Municipio di Bellinzona sulla decisione di prosciogliere il deputato dell'MPS Matteo Pronzini dalle accuse di ingiuria nei loro confronti. In tal senso l'MPS fa un discorso a tutto tondo, richiamando all'attenzione anche il «caso Ospita» e il «caso Zali», e parla di una pressione sistemica nei confronti dei politici.
«Sembra abbastanza chiaro che da parte dei politici che hanno peso in questo cantone si cerchi di utilizzare la Magistratura per regolare questioni che con essa non hanno niente a che fare», dice Pronzini.
La vicenda
Parlando del ricorso facciamo un passo indietro. Nel 2020 la RSI trasmette degli approfondimenti sui morti per coronavirus alla casa anziani di Sementina. Sul tema l'Esecutivo della capitale presenta un ricorso. Nel 2021, in Consiglio comunale, Pronzini si rivolge al Municipio con una frase che diventa il fulcro del processo: «uso abusivo di soldi pubblici per azioni temerarie di intimidazione di stampo mafioso». Arriva la querela del Municipio, Pronzini viene poi prosciolto. Ne segue un ulteriore ricorso e infine si arriva a quattro giorni fa con la conferma del proscioglimento.
Un sistema di pressione generalizzato
Una critica a tutto tondo, dicevamo, alla querela facile. Il diritto alla denuncia è sacrosanto, ricorda però l'MPS, prima di tirare una stilettata alla Magistratura: debole con i forti, forte con i deboli, dice Pronzini.
«Ci sono denunce che arrivano il giorno 15 in Pretura e il giorno 16 già ci si occupa di esse malgrado siano cose non così fondamentali. E poi ci sono altre questioni più importanti, come la lotta contro la criminalità organizzata o gli abusi nel mondo del lavoro per esempio, su cui la Magistratura potrebbe fare molto di più», dice Pronzini.
In un sistema di pressioni generalizzato, come afferma il deputato dell'MPS, viene poi sollevato un diritto fondamentale, ovvero la libertà di stampa. «Ci sono diverse denunce da parte di politici nei confronto degli organi di stampa con l'intento di intimorire e fare pressione», conclude Pronzini.
Tornando sul proscioglimento, l'iter non è terminato. Secondo nostre fonti, infatti, il Municipio di Bellinzona potrebbe portare il caso al Tribunale Federale per l'ultimo atto della vicenda.

