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Pronto soccorso: una tassa, tanti dubbi
Pronto soccorso: una tassa, tanti dubbi
Pronto soccorso: una tassa, tanti dubbi
Redazione
7 anni fa
Mattia Lepori, coordinatore servizi pronto soccorso EOC: "È difficile immaginare che si possa capire da soli se il sintomo è banale meno". De Rosa: "Diversi dubbi".

Appena diffusa la notizia, Mattia Lepori, coordinatore dei servizi di Pronto soccorso EOC, ne ha subito parlato coi colleghi. La reazione è stata unanime: il principio accolto martedì dal Nazionale, ovvero una tassa di 50 franchi per chi si reca alle urgenze per problemi lievi, lascia tutti molto perplessi.

“È difficile immaginare che un paziente possa capire da solo se il suo sintomo è banale o meno” ha affermato Mattia Lepori ai microfoni di TeleTicino. Per questo motivo è possibile che, spiega Lepori “le fasce meno abbienti, per cui 50 franchi potrebbero fare la differenza, rinuncino o ritardino la consultazione con conseguenze anche gravi”Non è la regola, ma in effetti sintomi come un mal di testa o un formicolio possono a volte essere la spia di patologie ben più gravi. D’altro canto, in Ticino si parla di 296 consultazioni ogni 1000 abitanti, contro una media svizzera di 197.

Lepori spiega che il pronto soccorso probabilmente, "non è la struttura adeguata per rispondere alle patologie 'minori' ma a volte non ci sono alternative”. E aggiunge: “Noi svolgiamo il 90% delle nostre attività nelle fasce notturne o nei giorni festivi. Caso mai occorrerebbe studiare delle strutture alternative al pronto soccorso”. Senza contare, continua Lepori, la questione di stabilire cosa si intenda per bagatella. Il rischio, conclude, è una marea di contestazioni.

Ma, anche il Consigliere di Stato, Raffaele De Rosa elenca le stesse perplessità. “Detto che ci sono diversi dubbi e perplessità su una simile proposta reputo però importante sensibilizzare il cittadino sul sovraffollamento del pronto soccorso” ha affermato De Rosa e spiega “ penso che sia importante rafforzare la rete dei medici sul territorio e soprattutto i medici di famiglia”.

Che però vada in questo senso il messaggio risulta chiaro. Meno evidente però è come si potrebbe risolvere il problema delle consultazioni notturne e dei festivi.“Quello che vogliamo fare è rafforzare la formazione per far sì che magari chi fa uno stage poi un domani possa rilevare lo studio” ha spiegato il Consigliere, e ha concluso “il Ticino ha poi una rete capillare di farmacie sul territorio. Anche il loro ruolo potrebbe essere rafforzato”.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino

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