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Ticino
"Pronti ad andare fino al Tribunale federale"
Redazione
12 anni fa
La Clinica Santa Chiara di Locarno tuona contro la pianificazione ospedaliera: "Se passasse, chiuderemmo"

"Siamo pronti a presentare ricorso fino al Tribunale federale. E se al ricorso non dovesse essere concesso l'effetto sospensivo, non ci resterebbe altro che chiudere ed allestire un piano sociale per i dipendenti."

A parlare sono i vertici della Clinica Santa Chiara di Locarno, in merito alla nuova pianificazione ospedaliera allestita dal DSS.

Il presidente del CdA Philipp Meyer, il membro di CdA dottoressa Daniela Soldati ed il direttore Guido Bernasconi hanno rilasciato una lunga intervista al Giornale del Popolo, con la quale denunciano pesanti ripercussioni per la sanità del Locarnese nel caso la nuova pianificazione ospedaliera dovesse effettivamente andare in porto.

Alla Clinica Santa Chiara, infatti, verrebbero tagliati i reparti di medicina interna, oncologia-ematologia, ortopedia e traumatologia dell'apparato locomotore, inclusa la chirurgia della colonna vertebrale, il pronto soccorso e le cure continue. Resterebbero solo ostetricia, urologia e ORL, tutti però condivisi con l'ospedale La Carità. Un'opzione insostenibile per l'istituto, soprattutto qualora il progetto di Ospedale Unico del Locarnese non dovesse andare a buon fine.

La Santa Chiara e La Carità stanno infatti lavorando al progetto di "PPP" (partenariato pubblico privato), al fine di garantire una soluzione sanitaria d'avvenire nel Locarnese. I due nosocomi non opererebbero più parallelamente e in concorrenza come oggi, bensì attraverso una gestione comune.

Ma a prescindere dal successo o meno della collaborazione con la Carità, la pianificazione ospedaliera prevede comunque di privare la clinica dei mandati prima elencati. La Santa Chiara arriverebbe quindi all'altare priva di buona parte dei suoi reparti.

"Ne va della nostra sopravvivenza" tuonano i vertici della clinica, ricordando di essere sempre ai primi posti in Svizzera nelle classifiche di efficienza ed economicità.

I vertici contestano inoltre i parametri utilizzati dal DSS. "Prendono in considerazione un solo anno, il 2010. E marginalmente il 2011, 2012 e 2013. Invece basandoci sulle indicazioni di Mister Prezzi e sui punti SwissDRG dal 2012 al 2015 risulta per la nostra clinica (unica tra gli ospedali) un sovrapprezzo annuale a carico del Cantone pari a zero. Con questi e altri dati siamo pronti ad andare fino al Tribunale federale, per dimostrare che non è certo la Santa Chiara il ramo secco da tagliare!"

"La pianificazione ospedaliera, mi spiace dirlo, non è stata fatta tenendo conto dei parametri di economicità e qualità" ha aggiunto la dottoressa Soldati. "Ad esempio ci devono spiegare perché il Cantone per la Clinica Ars Medica di Gravesano del Gruppo Genolier ha approvato indici di costo molto superiori a quelli fissati da Mister Prezzi."

Secondo la dottoressa, il Cantone sfavorirebbe la Santa Chiara "perché è piccola", mentre per altri privati, come il Gruppo Genolier, "gli assicuratori hanno offerto ponti d'oro", ed i grandi gruppi, infine, "si sono assicurati la collaborazione di politici di spicco con grandi capacità di fare lobbying."

Se la clinica Santa Chiara dovesse chiudere "la visione di un ospedale unico del Locarnese sfumerebbe, con i conseguenti tagli di buona parte dei servizi oggi garantiti, per i quali occorrerà fare capo a Bellinzona ma soprattuto a Lugano" ha aggiunto il dottor Meyer.

"La nostra impressione è che la politica locale non sembri prendere coscienza delle conseguenze dell'applicazione, così come concepita, della nuova pianificazione ospedaliera, in una regione geograficamente discosta e complessa come la nostra" ha concluso il direttore Guido Bernasconi.

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